Il contributo esamina l’epitaffio metrico di Accia Maria Tulliana, nipote del retore Mario Vittorino, parzialmente conservato a Roma, a Palazzo Barberini. Attraverso un’analisi filologica e letteraria, il testo viene collocato nell’ambiente senatorio cristiano della Roma tardoantica, in cui si intrecciano la tradizione retorica classica e i valori cristiani. L’epitaffio rivela echi di Ovidio e Stazio e una raffinata tecnica poetica con spunti di interesse per la tradizione manoscritta dei Tristia ovidiani. Il componimento si configura come un colto monumento di fede, virtù e continuità culturale romana.
Qualche considerazione sull’epitaffio metrico di Maria Tulliana, nipote del retore Mario Vittorino / Gregori, G. L.; Bianchini, G.. - (2026), pp. 143-155.
Qualche considerazione sull’epitaffio metrico di Maria Tulliana, nipote del retore Mario Vittorino
Gregori G. L.;
2026
Abstract
Il contributo esamina l’epitaffio metrico di Accia Maria Tulliana, nipote del retore Mario Vittorino, parzialmente conservato a Roma, a Palazzo Barberini. Attraverso un’analisi filologica e letteraria, il testo viene collocato nell’ambiente senatorio cristiano della Roma tardoantica, in cui si intrecciano la tradizione retorica classica e i valori cristiani. L’epitaffio rivela echi di Ovidio e Stazio e una raffinata tecnica poetica con spunti di interesse per la tradizione manoscritta dei Tristia ovidiani. Il componimento si configura come un colto monumento di fede, virtù e continuità culturale romana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


