Il presente progetto teorico-architettonico risponde alle sfide della saturazione demografica e della disuguaglianza globale delineando un’infrastruttura megastrutturale a scala interplanetaria. Ispirandosi alla «rete di connessioni» di Italo Calvino, allo «gnommero» di Carlo Emilio Gadda e all’astrazione razionale della Città Uguale di Franco Purini, l’architettura assume l’atopia come condizione fondamentale per governare una scala di relazioni non più urbana, ma astronomica, ponendosi l'obiettivo di mediare tra l’infinitamente grande del cosmo e l’infinitamente piccolo dell’abitare. Sfruttando la stabilità gravitazionale dei Punti di Lagrange e sviluppandosi lungo il corridoio della fascia degli asteroidi, l’infrastruttura configura un’ecumene artificiale ad altissima efficienza energetica. L’organismo si articola attraverso una rigorosa transizione scalare guidata dalla geometria del cubo, che prende avvio dai moduli ciclopici da 10.000 chilometri per lato — la cui ripetizione seriale permette di accogliere l'ipotesi demografica di 8 miliardi di miliardi di abitanti — e scende alla dimensione infrastrutturale di 1 chilometro per lato per 320.000 residenti, fino alla scala dell’isolato da 100 metri per lato destinato a 100 individui. L'intero sistema culmina infine nella "cellula madre" di 10 metri per lato, che riduce lo spazio privato all'atomo costitutivo dell'intera megastruttura, concepito come una biblioteca di vite contenuta nel rigore di una geometria suprema.
Lagrange 2999. La città espulsa / Russo, Mattia. - (2026), pp. 92-93.
Lagrange 2999. La città espulsa
Mattia Russo
2026
Abstract
Il presente progetto teorico-architettonico risponde alle sfide della saturazione demografica e della disuguaglianza globale delineando un’infrastruttura megastrutturale a scala interplanetaria. Ispirandosi alla «rete di connessioni» di Italo Calvino, allo «gnommero» di Carlo Emilio Gadda e all’astrazione razionale della Città Uguale di Franco Purini, l’architettura assume l’atopia come condizione fondamentale per governare una scala di relazioni non più urbana, ma astronomica, ponendosi l'obiettivo di mediare tra l’infinitamente grande del cosmo e l’infinitamente piccolo dell’abitare. Sfruttando la stabilità gravitazionale dei Punti di Lagrange e sviluppandosi lungo il corridoio della fascia degli asteroidi, l’infrastruttura configura un’ecumene artificiale ad altissima efficienza energetica. L’organismo si articola attraverso una rigorosa transizione scalare guidata dalla geometria del cubo, che prende avvio dai moduli ciclopici da 10.000 chilometri per lato — la cui ripetizione seriale permette di accogliere l'ipotesi demografica di 8 miliardi di miliardi di abitanti — e scende alla dimensione infrastrutturale di 1 chilometro per lato per 320.000 residenti, fino alla scala dell’isolato da 100 metri per lato destinato a 100 individui. L'intero sistema culmina infine nella "cellula madre" di 10 metri per lato, che riduce lo spazio privato all'atomo costitutivo dell'intera megastruttura, concepito come una biblioteca di vite contenuta nel rigore di una geometria suprema.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


