Il saggio presenta i risultati di un'indagine empirica qualitativa condotta nel rione romano di Testaccio mediante storie di vita e osservazione del contesto, volta a ricostruire i mutamenti nelle dinamiche relazionali del quartiere. Assunta la prospettiva teorica dello spazio urbano come spazio socialmente costruito (Durkheim, Simmel), la ricerca mostra la transizione del rione da communitas fondata su relazioni primarie, reciprocità e fiducia a societas dominata da gruppi secondari. I racconti biografici individuano le soglie del mutamento: la diffusione dell'eroina negli anni Settanta, la terziarizzazione ludico-consumistica dagli anni Ottanta, l'emigrazione interna dei residenti storici e la gentrificazione congiunta all'erosione dell'artigianato. Accanto alla disgregazione, emergono persistenti risorse di solidarietà — oratorio, parrocchia, piazze, festa devozionale — interpretate alla luce dei concetti di habitus e campo di Bourdieu, che delineano una volontà di ricostruzione dello spazio urbano come spazio sociale vissuto.
Il rione di Testaccio: il mutamento delle relazioni: dall’oratorio alle piazze / Gianturco, Giovanna; Cavallaro, Renato. - (2025), pp. 73-102. - MOTUS.
Il rione di Testaccio: il mutamento delle relazioni: dall’oratorio alle piazze
Gianturco Giovanna
;Cavallaro Renato
2025
Abstract
Il saggio presenta i risultati di un'indagine empirica qualitativa condotta nel rione romano di Testaccio mediante storie di vita e osservazione del contesto, volta a ricostruire i mutamenti nelle dinamiche relazionali del quartiere. Assunta la prospettiva teorica dello spazio urbano come spazio socialmente costruito (Durkheim, Simmel), la ricerca mostra la transizione del rione da communitas fondata su relazioni primarie, reciprocità e fiducia a societas dominata da gruppi secondari. I racconti biografici individuano le soglie del mutamento: la diffusione dell'eroina negli anni Settanta, la terziarizzazione ludico-consumistica dagli anni Ottanta, l'emigrazione interna dei residenti storici e la gentrificazione congiunta all'erosione dell'artigianato. Accanto alla disgregazione, emergono persistenti risorse di solidarietà — oratorio, parrocchia, piazze, festa devozionale — interpretate alla luce dei concetti di habitus e campo di Bourdieu, che delineano una volontà di ricostruzione dello spazio urbano come spazio sociale vissuto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


