Questo lavoro illustra i risultati del progetto volto all’ideazione un “Ecomuseo delle Religioni” attraverso un approccio dal basso (bottom-up), analizzando le concezioni di patrimonio religioso sostenute da diverse comunità a Torino. I dati qualitativi sono stati raccolti tramite 20 interviste condotte con rappresentanti di 17 comunità religiose non cattoliche presenti sul territorio. Le diverse concezioni del patrimonio definiscono ciò che è considerato prezioso, degno di essere condiviso o, al contrario, non adatto alla condivisione, rivelando approcci molteplici e talvolta contrastanti, mettendo in discussione le presunte condivisioni di valori e mettendo in luce le interpretazioni sfumate e talvolta conflittuali che emergono in un contesto multireligioso e multiculturale. Lo studio si estende alla fattibilità e alle implicazioni dello sviluppo di un museo digitale come mezzo per valorizzare patrimoni differenti. I potenziali vantaggi — come l’accessibilità, l’inclusività e la conservazione di manufatti fragili — vengono bilanciati con le sfide legate al rischio di semplificazione e alle complessità tecniche ed etiche della digitalizzazione di materiali sacri o sensibili.
Il patrimonio religioso a Torino: il progetto di un “Ecomuseo delle Religioni” per la valorizzazione degli spazi della diversità / Pignotti, Caterina. - (2026), pp. 27-47.
Il patrimonio religioso a Torino: il progetto di un “Ecomuseo delle Religioni” per la valorizzazione degli spazi della diversità
Caterina Pignotti
2026
Abstract
Questo lavoro illustra i risultati del progetto volto all’ideazione un “Ecomuseo delle Religioni” attraverso un approccio dal basso (bottom-up), analizzando le concezioni di patrimonio religioso sostenute da diverse comunità a Torino. I dati qualitativi sono stati raccolti tramite 20 interviste condotte con rappresentanti di 17 comunità religiose non cattoliche presenti sul territorio. Le diverse concezioni del patrimonio definiscono ciò che è considerato prezioso, degno di essere condiviso o, al contrario, non adatto alla condivisione, rivelando approcci molteplici e talvolta contrastanti, mettendo in discussione le presunte condivisioni di valori e mettendo in luce le interpretazioni sfumate e talvolta conflittuali che emergono in un contesto multireligioso e multiculturale. Lo studio si estende alla fattibilità e alle implicazioni dello sviluppo di un museo digitale come mezzo per valorizzare patrimoni differenti. I potenziali vantaggi — come l’accessibilità, l’inclusività e la conservazione di manufatti fragili — vengono bilanciati con le sfide legate al rischio di semplificazione e alle complessità tecniche ed etiche della digitalizzazione di materiali sacri o sensibili.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


