Può un'architettura modellare o, quanto meno, provare a indirizzare uno stato d’animo o di comportamento, nel tentativo di svilire lo stress di luoghi di attesa come quelli degli ospedali? Questo era il quesito principale posto dal brief del concorso attorno a cui si è lavorato durante il Workshop per la riqualificazione della hall e del cortile dell’Ospedale di Aversa, tenutosi nell’ambito del laboratorio di Progettazione architettonica IV di Cherubino Gambardella presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Le sessioni di progetto hanno prodotto l’esito che qui è illustrato. Con l’approccio adattivo utilizzato nel progetto, fatto di dispositivi accessori fortemente geometrici, si è provato, attraverso forme euritmiche semplici e abbastanza consolatorie, a rispondere al quesito della riqualificazione senza sovraccaricare l’architettura di un’etica eccessivamente responsabilizzante. La proposta è tesa a promuovere la qualità dello spazio attraverso la perimetrazione formale dell’intera area interna e della limitrofa area esterna. Col progetto si è acquisito il chiostro esterno, come parte integrante dello spazio coperto, con l’introduzione di un forte segno pergolato e attraverso la rimodulazione dell’accesso all’atrio centrale e del sistema di connessione. Ciò per definire il nuovo spazio, quale punto di riferimento, di riconoscibilità dell’ospedale e contemporaneamente di continuità e connessione con i vari reparti. Questo tentativo di delineare un’idea di luogo per l’attesa come una realtà disponibile e godibile per tutti, ha fatto sì che la sosta forzata si potesse, potenzialmente, diluire tra candide superfici di boiserie geometricamente normate e scintillanti cassettoni a soffitto che fanno da contrappunto a un pavimento colorato. Così, la nuova esperienza dell’attesa culmina in un giardino segreto e pulsante dominato da frame quadrati.

Hall e cortile come spazi di attesa / Arcopinto, L., De Martino, D., Franzese, V., Viale, E., Muggione, A.. - (2025).

Hall e cortile come spazi di attesa

Arcopinto, Luigi
;
Franzese, Vincenzo
;
2025

Abstract

Può un'architettura modellare o, quanto meno, provare a indirizzare uno stato d’animo o di comportamento, nel tentativo di svilire lo stress di luoghi di attesa come quelli degli ospedali? Questo era il quesito principale posto dal brief del concorso attorno a cui si è lavorato durante il Workshop per la riqualificazione della hall e del cortile dell’Ospedale di Aversa, tenutosi nell’ambito del laboratorio di Progettazione architettonica IV di Cherubino Gambardella presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Le sessioni di progetto hanno prodotto l’esito che qui è illustrato. Con l’approccio adattivo utilizzato nel progetto, fatto di dispositivi accessori fortemente geometrici, si è provato, attraverso forme euritmiche semplici e abbastanza consolatorie, a rispondere al quesito della riqualificazione senza sovraccaricare l’architettura di un’etica eccessivamente responsabilizzante. La proposta è tesa a promuovere la qualità dello spazio attraverso la perimetrazione formale dell’intera area interna e della limitrofa area esterna. Col progetto si è acquisito il chiostro esterno, come parte integrante dello spazio coperto, con l’introduzione di un forte segno pergolato e attraverso la rimodulazione dell’accesso all’atrio centrale e del sistema di connessione. Ciò per definire il nuovo spazio, quale punto di riferimento, di riconoscibilità dell’ospedale e contemporaneamente di continuità e connessione con i vari reparti. Questo tentativo di delineare un’idea di luogo per l’attesa come una realtà disponibile e godibile per tutti, ha fatto sì che la sosta forzata si potesse, potenzialmente, diluire tra candide superfici di boiserie geometricamente normate e scintillanti cassettoni a soffitto che fanno da contrappunto a un pavimento colorato. Così, la nuova esperienza dell’attesa culmina in un giardino segreto e pulsante dominato da frame quadrati.
2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1774299
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