Questo contributo presenta uno studio pilota condotto nell’ambito del progetto PRIN 2022 COPLUS, dedicato alla comunicazione tecnico– specialistica plurilingue. La ricerca parte dall’ipotesi che l’apprendimento della comunicazione accademica in lingua straniera possa beneficiare di un approccio metalinguistico plurilingue fondato su dati di corpora autentici. Dopo aver delineato il quadro teorico di riferimento, riconducibile alla linguistica educativa di De Mauro e Ferreri (2005), vengono descritti la metodologia adottata e i risultati di un’analisi contrastiva condotta su corpora comparabili in inglese e tedesco. L’indagine prende in esame tre verbi polirematici inglesi e i loro parziali equivalenti tedeschi nell’ambito del discorso accademico. I risultati evidenziano usi specialistici che risultano poco chiari per gli apprendenti non madrelingua. Il contributo si conclude con alcune riflessioni sull’efficacia didattica di tale approccio nell’insegnamento dell’inglese come L2 e del tedesco come L3.
VERBI POLIREMATICI INGLESI (L2) E TEDESCHI (L3) IN AMBITO ACCADEMICO: IL CONTRIBUTO DEI CORPORA PER LO STUDIO E L’INSEGNAMENTO LINGUISTICO / Koesters Gensini, Sabine E.; Leonardi, Vanessa. - (2026), pp. 231-253.
VERBI POLIREMATICI INGLESI (L2) E TEDESCHI (L3) IN AMBITO ACCADEMICO: IL CONTRIBUTO DEI CORPORA PER LO STUDIO E L’INSEGNAMENTO LINGUISTICO
SABINE E. KOESTERS GENSINI
;VANESSA LEONARDI
2026
Abstract
Questo contributo presenta uno studio pilota condotto nell’ambito del progetto PRIN 2022 COPLUS, dedicato alla comunicazione tecnico– specialistica plurilingue. La ricerca parte dall’ipotesi che l’apprendimento della comunicazione accademica in lingua straniera possa beneficiare di un approccio metalinguistico plurilingue fondato su dati di corpora autentici. Dopo aver delineato il quadro teorico di riferimento, riconducibile alla linguistica educativa di De Mauro e Ferreri (2005), vengono descritti la metodologia adottata e i risultati di un’analisi contrastiva condotta su corpora comparabili in inglese e tedesco. L’indagine prende in esame tre verbi polirematici inglesi e i loro parziali equivalenti tedeschi nell’ambito del discorso accademico. I risultati evidenziano usi specialistici che risultano poco chiari per gli apprendenti non madrelingua. Il contributo si conclude con alcune riflessioni sull’efficacia didattica di tale approccio nell’insegnamento dell’inglese come L2 e del tedesco come L3.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


