L’articolo analizza le strategie di costruzione e di traduzione dell’umorismo dissacrante nella serie televisiva britannica Fleabag, con particolare attenzione al doppiaggio italiano. Attraverso l’analisi di una selezione di sequenze caratterizzate da comicità irriverente, trasgressiva e spesso politicamente o socialmente scorretta, il contributo esamina il modo in cui la serie mette in discussione convenzioni sociali, morali e linguistiche, ricorrendo a forme di umorismo che coinvolgono, tra l’altro, sessualità, religione, morte, relazioni familiari e dinamiche di genere. Particolare attenzione è dedicata alla figura della protagonista e alla sua costante violazione delle norme conversazionali e sociali, nonché al ruolo dell’umorismo nella costruzione della sua identità. Inoltre, si discute come la religione in Fleabag sia utilizzata principalmente per evidenziare due visioni opposte e polarizzate dell’esistenza, quella atea di Fleabag e quella cattolica del prete cattolico. L’analisi comparatistica si concentra quindi sulle modalità attraverso cui tali effetti umoristici vengono trasferiti nel doppiaggio italiano, che presenta ancora una (forse inconscia?) censura dell’amore, pensato fondamentalmente su uno schema binario basato su legami eterosessuali tra uomini e donne. Al contrario, il testo di partenza rimane più aperto in questo senso e come anche il personaggio Fleabag venga ricondotta al canone in traduzione.
«It’s God, Isn’t it?» L’umorismo dissacrante di Fleabag e il suo doppiaggio in italiano / Dore, Margherita. - (2026), pp. 103-119. [10.6093/978-88-6887-423-0].
«It’s God, Isn’t it?» L’umorismo dissacrante di Fleabag e il suo doppiaggio in italiano
Dore, Margherita
2026
Abstract
L’articolo analizza le strategie di costruzione e di traduzione dell’umorismo dissacrante nella serie televisiva britannica Fleabag, con particolare attenzione al doppiaggio italiano. Attraverso l’analisi di una selezione di sequenze caratterizzate da comicità irriverente, trasgressiva e spesso politicamente o socialmente scorretta, il contributo esamina il modo in cui la serie mette in discussione convenzioni sociali, morali e linguistiche, ricorrendo a forme di umorismo che coinvolgono, tra l’altro, sessualità, religione, morte, relazioni familiari e dinamiche di genere. Particolare attenzione è dedicata alla figura della protagonista e alla sua costante violazione delle norme conversazionali e sociali, nonché al ruolo dell’umorismo nella costruzione della sua identità. Inoltre, si discute come la religione in Fleabag sia utilizzata principalmente per evidenziare due visioni opposte e polarizzate dell’esistenza, quella atea di Fleabag e quella cattolica del prete cattolico. L’analisi comparatistica si concentra quindi sulle modalità attraverso cui tali effetti umoristici vengono trasferiti nel doppiaggio italiano, che presenta ancora una (forse inconscia?) censura dell’amore, pensato fondamentalmente su uno schema binario basato su legami eterosessuali tra uomini e donne. Al contrario, il testo di partenza rimane più aperto in questo senso e come anche il personaggio Fleabag venga ricondotta al canone in traduzione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


