The book offers a theoretical reflection on sociology as conceptual knowledge, understood not simply as an empirical discipline, but as a perspective capable of analysing the processes through which concepts are culturally formed in relation to historical and social conditions. Drawing on Simmel, Comte, and Durkheim, it seeks to understand how concepts are neither individual nor abstract products, but rather “social facts”: collective elaborations that emerge from the interaction between mental structures and historical contexts. The book reconstructs sociology’s epistemological turn, showing how the discipline moved beyond metaphysical and transcendental conceptions of knowledge to affirm the historicity and relativity of thought. Through a dialogue with Weber, Mannheim, Bourdieu, Luhmann, and Elias, it outlines a genuine “sociology of concepts”, in which theoretical production itself is understood as an integral part of the social processes it seeks to comprehend. Sociology thus emerges as a reflexive and constructive practice: a discipline that, by analysing the social genesis of the categories of thought, helps to make visible the opacity of social relations and to illuminate the profoundly social nature of human thought.

Il libro propone una riflessione teorica sulla sociologia come sapere concettuale, intesa non come semplice disciplina empirica, ma come prospettiva capace di analizzare i processi di formazione culturale dei concetti in relazione alle condizioni storiche e sociali. Muovendo da Simmel, Comte e Durkheim, si cerca di comprendere come i concetti non siano prodotti individuali o astratti, bensì “fatti sociali”, elaborazioni collettive che emergono dall’interazione tra strutture mentali e contesti storici. Il testo ricostruisce la svolta gnoseologica della sociologia, mostrando come essa abbia superato le concezioni metafisiche e trascendentali della conoscenza per affermare la storicità e la relatività del pensiero. Attraverso un dialogo con, Weber, Mannheim, Bourdieu, Luhmann ed Elias viene delineata una vera e propria “sociologia dei concetti”, in cui la produzione teorica è vista come parte integrante dei processi sociali che intende comprendere. La sociologia emerge così come pratica riflessiva e costruttiva: una disciplina che, analizzando la genesi sociale delle categorie del pensiero, contribuisce a rendere visibile l’opacità delle relazioni sociali e a comprendere la natura profondamente sociale del pensiero umano.

Per una sociologia dei concetti / Marci, T.. - (2026), pp. 1-98.

Per una sociologia dei concetti

Tito Marci
2026

Abstract

The book offers a theoretical reflection on sociology as conceptual knowledge, understood not simply as an empirical discipline, but as a perspective capable of analysing the processes through which concepts are culturally formed in relation to historical and social conditions. Drawing on Simmel, Comte, and Durkheim, it seeks to understand how concepts are neither individual nor abstract products, but rather “social facts”: collective elaborations that emerge from the interaction between mental structures and historical contexts. The book reconstructs sociology’s epistemological turn, showing how the discipline moved beyond metaphysical and transcendental conceptions of knowledge to affirm the historicity and relativity of thought. Through a dialogue with Weber, Mannheim, Bourdieu, Luhmann, and Elias, it outlines a genuine “sociology of concepts”, in which theoretical production itself is understood as an integral part of the social processes it seeks to comprehend. Sociology thus emerges as a reflexive and constructive practice: a discipline that, by analysing the social genesis of the categories of thought, helps to make visible the opacity of social relations and to illuminate the profoundly social nature of human thought.
2026
9791220604864
Il libro propone una riflessione teorica sulla sociologia come sapere concettuale, intesa non come semplice disciplina empirica, ma come prospettiva capace di analizzare i processi di formazione culturale dei concetti in relazione alle condizioni storiche e sociali. Muovendo da Simmel, Comte e Durkheim, si cerca di comprendere come i concetti non siano prodotti individuali o astratti, bensì “fatti sociali”, elaborazioni collettive che emergono dall’interazione tra strutture mentali e contesti storici. Il testo ricostruisce la svolta gnoseologica della sociologia, mostrando come essa abbia superato le concezioni metafisiche e trascendentali della conoscenza per affermare la storicità e la relatività del pensiero. Attraverso un dialogo con, Weber, Mannheim, Bourdieu, Luhmann ed Elias viene delineata una vera e propria “sociologia dei concetti”, in cui la produzione teorica è vista come parte integrante dei processi sociali che intende comprendere. La sociologia emerge così come pratica riflessiva e costruttiva: una disciplina che, analizzando la genesi sociale delle categorie del pensiero, contribuisce a rendere visibile l’opacità delle relazioni sociali e a comprendere la natura profondamente sociale del pensiero umano.
sociologia; concetti; mente; pensiero; storia; cultura
03 Monografia::03a Saggio, Trattato Scientifico
Per una sociologia dei concetti / Marci, T.. - (2026), pp. 1-98.
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