Il contributo indaga il tema della densità come strumento del progetto urbano attraverso una sperimentazione condotta nell’area di Jardin Saint-Paul, nel quartiere Le Marais a Parigi. A partire da una lettura storico-morfologica del contesto e delle relazioni tra tessuto costruito, spazio pubblico e preesistenze, la ricerca mette in discussione un’interpretazione della densità esclusivamente quantitativa, assumendola invece come misura capace di orientare le trasformazioni della città consolidata. Il processo progettuale si sviluppa attraverso variazioni successive sul rapporto tra pieni e vuoti, fino alla definizione di due differenti strategie insediative. Il confronto tra le proposte evidenzia il ruolo della memoria urbana, delle giaciture, delle permanenze e dello spazio intercluso nella costruzione di nuovi equilibri morfologici. La sperimentazione propone così una modalità di densificazione nella quale la quantità edificatoria viene ricondotta all’interno di un sistema più ampio di relazioni spaziali, storiche e percettive, riaffermando il progetto di architettura come strumento critico di interpretazione e trasformazione della città esistente.
Jardins Saint-Paul. La memoria di un vuoto / Azzolini, Antonio; Simion, Ioana Giorgia. - (2026), pp. 150-161.
Jardins Saint-Paul. La memoria di un vuoto
Simion Ioana Giorgia
2026
Abstract
Il contributo indaga il tema della densità come strumento del progetto urbano attraverso una sperimentazione condotta nell’area di Jardin Saint-Paul, nel quartiere Le Marais a Parigi. A partire da una lettura storico-morfologica del contesto e delle relazioni tra tessuto costruito, spazio pubblico e preesistenze, la ricerca mette in discussione un’interpretazione della densità esclusivamente quantitativa, assumendola invece come misura capace di orientare le trasformazioni della città consolidata. Il processo progettuale si sviluppa attraverso variazioni successive sul rapporto tra pieni e vuoti, fino alla definizione di due differenti strategie insediative. Il confronto tra le proposte evidenzia il ruolo della memoria urbana, delle giaciture, delle permanenze e dello spazio intercluso nella costruzione di nuovi equilibri morfologici. La sperimentazione propone così una modalità di densificazione nella quale la quantità edificatoria viene ricondotta all’interno di un sistema più ampio di relazioni spaziali, storiche e percettive, riaffermando il progetto di architettura come strumento critico di interpretazione e trasformazione della città esistente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


