Il complesso ERP (ex IACP) “Giorgio Morandi” nel Piano di Zona n.19 a Tor Sapienza, Roma, è stato selezionato come caso pilota esemplare per la ricerca in virtù del suo rilevante valore euristico: non soltanto per la rappresentatività tipologica e costruttiva che condivide con larghissima parte del patrimonio residenziale pubblico italiano degli anni Sessanta e Settanta - caratterizzato dalla prefabbricazione pesante, dal sistema costruttivo a tunnel, dalla logica modulare e seriale, dalla predominanza del calcestruzzo armato - ma anche per la sua qualità architettonica, riconosciuta dal Ministero delle Cultura con l'inserimento nel “Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi”. Tale qualità sollecita una riflessione attenta sulla compatibilità tra efficacia tecnica dell'intervento di retrofit e rispetto dei valori formali, materici e distributivi del progetto originario. Questa tensione, culturale e metodologica, tra istanza di miglioramento energetico, del comfort ambientale e abitativo, e attenzione alla qualità intrinseca dell'architettura rende il caso pilota un banco di prova particolarmente significativo: se il modello di progressive upgrade messo a punto nella ricerca, con soluzioni low tech, low cost, short time, dimostra sul caso pilota la propria praticabilità, ovvero la capacità di produrre miglioramenti energetici concreti senza alterare l'immagine e la sostanza degli edifici, la sua trasferibilità a complessi di housing di minor complessità risulta tanto più fondata e documentabile. In questo senso, il complesso di Tor Sapienza non è soltanto uno dei casi pilota su cui il modello è stato testato, ma ne costituisce una verifica particolarmente esigente: il contesto in cui le condizioni di applicazione richiedono il maggior grado di consapevolezza progettuale e in cui, di conseguenza, le soluzioni elaborate acquisiscono una più robusta generalizzabilità per la vasta platea del patrimonio abitativo consolidato italiano ancora in attesa di intervento. Obiettivo del lavoro di ricerca e di sperimentazione progettuale sul caso pilota è stato quindi quello di testare il l’approccio metodologico adottato nella ricerca attraverso la definizione di scenari progettuali di intervento, costruiti attraverso tre focus di ricerca tra loro strettamente interrelati: 1) l’ottimizzazione delle caratteristiche funzionali-spaziali alla scala dell’edificio e del sistema edificio-spazi intermedi; 2) il ricorso a sistemi passivi e combinati per una sostanziale ottimizzazione delle prestazioni energetiche e riduzione delle emissioni climalteranti; 3) l’adozione del Life-Cycle approach ed il ricorso a materiali circolari e bio-based per definire soluzioni tecnologiche e materiche low-carbon per il retrofit dell’involucro edilizio.
Progetto pilota con applicazione sperimentale di soluzioni passive e combinate, e ottimizzazione delle caratteristiche funzionali-spaziali e materiche / Altamura, Paola; Cecafosso, Valeria; Romano, Giada; Pani, Maria Michaela. - (2026), pp. 369-384.
Progetto pilota con applicazione sperimentale di soluzioni passive e combinate, e ottimizzazione delle caratteristiche funzionali-spaziali e materiche
Altamura Paola;Cecafosso Valeria;Romano Giada;Pani Maria Michaela
2026
Abstract
Il complesso ERP (ex IACP) “Giorgio Morandi” nel Piano di Zona n.19 a Tor Sapienza, Roma, è stato selezionato come caso pilota esemplare per la ricerca in virtù del suo rilevante valore euristico: non soltanto per la rappresentatività tipologica e costruttiva che condivide con larghissima parte del patrimonio residenziale pubblico italiano degli anni Sessanta e Settanta - caratterizzato dalla prefabbricazione pesante, dal sistema costruttivo a tunnel, dalla logica modulare e seriale, dalla predominanza del calcestruzzo armato - ma anche per la sua qualità architettonica, riconosciuta dal Ministero delle Cultura con l'inserimento nel “Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi”. Tale qualità sollecita una riflessione attenta sulla compatibilità tra efficacia tecnica dell'intervento di retrofit e rispetto dei valori formali, materici e distributivi del progetto originario. Questa tensione, culturale e metodologica, tra istanza di miglioramento energetico, del comfort ambientale e abitativo, e attenzione alla qualità intrinseca dell'architettura rende il caso pilota un banco di prova particolarmente significativo: se il modello di progressive upgrade messo a punto nella ricerca, con soluzioni low tech, low cost, short time, dimostra sul caso pilota la propria praticabilità, ovvero la capacità di produrre miglioramenti energetici concreti senza alterare l'immagine e la sostanza degli edifici, la sua trasferibilità a complessi di housing di minor complessità risulta tanto più fondata e documentabile. In questo senso, il complesso di Tor Sapienza non è soltanto uno dei casi pilota su cui il modello è stato testato, ma ne costituisce una verifica particolarmente esigente: il contesto in cui le condizioni di applicazione richiedono il maggior grado di consapevolezza progettuale e in cui, di conseguenza, le soluzioni elaborate acquisiscono una più robusta generalizzabilità per la vasta platea del patrimonio abitativo consolidato italiano ancora in attesa di intervento. Obiettivo del lavoro di ricerca e di sperimentazione progettuale sul caso pilota è stato quindi quello di testare il l’approccio metodologico adottato nella ricerca attraverso la definizione di scenari progettuali di intervento, costruiti attraverso tre focus di ricerca tra loro strettamente interrelati: 1) l’ottimizzazione delle caratteristiche funzionali-spaziali alla scala dell’edificio e del sistema edificio-spazi intermedi; 2) il ricorso a sistemi passivi e combinati per una sostanziale ottimizzazione delle prestazioni energetiche e riduzione delle emissioni climalteranti; 3) l’adozione del Life-Cycle approach ed il ricorso a materiali circolari e bio-based per definire soluzioni tecnologiche e materiche low-carbon per il retrofit dell’involucro edilizio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


