La comunicazione analizza le riscritture parodiche del rituale magico presenti in tre commedie italiane del Cinquecento: il «Viluppo» di Girolamo Parabosco, il «Candelaio» di Giordano Bruno e «L’Alchimista» di Bernardino Lombardi. La cultura dell’epoca prestava una notevole attenzione alla stregoneria, percepita come un pericolo per la salute materiale e morale degli uomini. Una tale centralità si riflette nel teatro contemporaneo, in cui il rituale diventa un momento chiave per comprendere il carattere effimero della magia e la natura dei personaggi coinvolti. Il ciarlatano, personaggio marginale e vagabondo, può mantenere le caratteristiche del trompeur trompé che si ritrovano già nel Negromante ariostesco, oppure acquisire paradossalmente il ruolo di sapiente, capace perfino di educare la sua vittima, allontanandola definitivamente dalla magia. Le commedie scelte rappresentano tre approcci diversi rispetto alla parodia del rituale magico: quello del raffinato scrittore e musicista (Parabosco), quello del filosofo (Bruno) e quello del comico dell’arte (Lombardi).
La riscrittura parodica del rituale magico in tre commedie del Cinquecento / Leta, M. - (2019), pp. 96-105.
La riscrittura parodica del rituale magico in tre commedie del Cinquecento
Leta M
2019
Abstract
La comunicazione analizza le riscritture parodiche del rituale magico presenti in tre commedie italiane del Cinquecento: il «Viluppo» di Girolamo Parabosco, il «Candelaio» di Giordano Bruno e «L’Alchimista» di Bernardino Lombardi. La cultura dell’epoca prestava una notevole attenzione alla stregoneria, percepita come un pericolo per la salute materiale e morale degli uomini. Una tale centralità si riflette nel teatro contemporaneo, in cui il rituale diventa un momento chiave per comprendere il carattere effimero della magia e la natura dei personaggi coinvolti. Il ciarlatano, personaggio marginale e vagabondo, può mantenere le caratteristiche del trompeur trompé che si ritrovano già nel Negromante ariostesco, oppure acquisire paradossalmente il ruolo di sapiente, capace perfino di educare la sua vittima, allontanandola definitivamente dalla magia. Le commedie scelte rappresentano tre approcci diversi rispetto alla parodia del rituale magico: quello del raffinato scrittore e musicista (Parabosco), quello del filosofo (Bruno) e quello del comico dell’arte (Lombardi).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


