Dopo una parziale riapertura nel 1948, la Galleria degli Uffizi aprì ufficialmente nel 1952 con un nuovo ordinamento espositivo, ideato dal soprintendente Guglielmo Pacchioni e dal direttore Roberto Salvini. Il riallestimento, accolto da accese polemiche, alimentò un ampio dibattito sui modelli storiografici alla base della narrazione museale. Tra i critici più severi, Roberto Longhi e Carlo Ludovico Ragghianti condannarono lo smantellamento del precedente ordinamento topografico, articolato per scuole pittoriche secondo la concezione lanziana, a favore di un criterio storico-cronologico, tacciato di «vasarismo». Al contrario, Lionello Venturi difese il progetto, sottolineando come il nuovo percorso permettesse di osservare lo sviluppo dell’arte in una prospettiva sincronica e transazionale. A fronte delle interpretazioni critiche, il riordino postbellico degli Uffizi segnò una tappa cruciale nella ridefinizione dell’identità museale italiana, in cui la riflessione sul canone vasariano trovò ampio spazio.
Ripensare gli Uffizi (1952): Vasari, Lanzi e la cultura italiana del dopoguerra nel progetto del soprintendente Guglielmo Pacchioni / Pezzali, Julie. - (2026), pp. 161-172.
Ripensare gli Uffizi (1952): Vasari, Lanzi e la cultura italiana del dopoguerra nel progetto del soprintendente Guglielmo Pacchioni
Pezzali Julie
2026
Abstract
Dopo una parziale riapertura nel 1948, la Galleria degli Uffizi aprì ufficialmente nel 1952 con un nuovo ordinamento espositivo, ideato dal soprintendente Guglielmo Pacchioni e dal direttore Roberto Salvini. Il riallestimento, accolto da accese polemiche, alimentò un ampio dibattito sui modelli storiografici alla base della narrazione museale. Tra i critici più severi, Roberto Longhi e Carlo Ludovico Ragghianti condannarono lo smantellamento del precedente ordinamento topografico, articolato per scuole pittoriche secondo la concezione lanziana, a favore di un criterio storico-cronologico, tacciato di «vasarismo». Al contrario, Lionello Venturi difese il progetto, sottolineando come il nuovo percorso permettesse di osservare lo sviluppo dell’arte in una prospettiva sincronica e transazionale. A fronte delle interpretazioni critiche, il riordino postbellico degli Uffizi segnò una tappa cruciale nella ridefinizione dell’identità museale italiana, in cui la riflessione sul canone vasariano trovò ampio spazio.| File | Dimensione | Formato | |
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Pezzali_Ripensare-gli-Uffizi-1952-Vasari-Lanzi-e-la-cultura-italiana-del-dopoguerra-nel-progetto-del-soprintendente-Guglielmo-Pacchioni_2026.pdf
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