Nell’era digitale, le modalità di relazione e costruzione dell’identità si trasformano profondamente, generando nuovi territori di senso e, al contempo, nuove forme di disagio psichico. Questo contributo esplora come le dinamiche relazionali mediate dai dispositivi digitali influenzino la soggettività contemporanea, interrogando il confine tra salute mentale e psicopatologia. In particolare, si analizza il ruolo dello sguardo dell’Altro all’interno delle piattaforme virtuali: uno sguardo che, pur distante e filtrato dallo schermo, mantiene un potere modellante sull’identità, alimentando vissuti di vergogna, esposizione e frammentazione del sé, fino alla possibile genesi di realtà deliranti. Parallelamente, il rapporto tra corpo e identità si ridefinisce: le psicopatologie appaiono “svuotate” nella forma e nella sostanza, con manifestazioni sintomatiche – come il cutting – che emergono come tentativi di ancoraggio corporeo, strumenti per sentirsi esistere in un ambiente relazionale sempre più immateriale e sfuggente. Infine, si evidenzia come la cultura della performance, tipica della contemporaneità, interagisca con le strutture narcisistiche in modo ambivalente: da una parte sostenendole, dall’altra esacerbandone le fragilità, aprendo il varco a configurazioni paranoidee, permeate da angosce di colpa, inadeguatezza e disintegrazione identitaria. L’analisi coniuga prospettive fenomenologiche e psicopatologia classica, nel tentativo di fornire una chiave di lettura critica e attuale dei mutamenti psichici in corso. In questo scenario, il digitale non è solo sfondo, ma protagonista di una nuova fenomenologia del vivere e del patire.
Corpi, identità e psicopatologia nell’era digitale: lo sguardo dell’Altro tra carne e immagine / Moschillo, Antonella; Di Fabio, Fabio; Accinni, Tommaso. - (2026), pp. 165-174.
Corpi, identità e psicopatologia nell’era digitale: lo sguardo dell’Altro tra carne e immagine
Antonella Moschillo
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;Fabio Di FabioSecondo
Supervision
;Tommaso AccinniUltimo
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
Nell’era digitale, le modalità di relazione e costruzione dell’identità si trasformano profondamente, generando nuovi territori di senso e, al contempo, nuove forme di disagio psichico. Questo contributo esplora come le dinamiche relazionali mediate dai dispositivi digitali influenzino la soggettività contemporanea, interrogando il confine tra salute mentale e psicopatologia. In particolare, si analizza il ruolo dello sguardo dell’Altro all’interno delle piattaforme virtuali: uno sguardo che, pur distante e filtrato dallo schermo, mantiene un potere modellante sull’identità, alimentando vissuti di vergogna, esposizione e frammentazione del sé, fino alla possibile genesi di realtà deliranti. Parallelamente, il rapporto tra corpo e identità si ridefinisce: le psicopatologie appaiono “svuotate” nella forma e nella sostanza, con manifestazioni sintomatiche – come il cutting – che emergono come tentativi di ancoraggio corporeo, strumenti per sentirsi esistere in un ambiente relazionale sempre più immateriale e sfuggente. Infine, si evidenzia come la cultura della performance, tipica della contemporaneità, interagisca con le strutture narcisistiche in modo ambivalente: da una parte sostenendole, dall’altra esacerbandone le fragilità, aprendo il varco a configurazioni paranoidee, permeate da angosce di colpa, inadeguatezza e disintegrazione identitaria. L’analisi coniuga prospettive fenomenologiche e psicopatologia classica, nel tentativo di fornire una chiave di lettura critica e attuale dei mutamenti psichici in corso. In questo scenario, il digitale non è solo sfondo, ma protagonista di una nuova fenomenologia del vivere e del patire.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


