Dinanzi alla sfida climatica e all’ingresso dell’interesse delle generazioni future nella Carta costituzionale, l’istituto dominicale richiede un ripensamento che ne valorizzi le dimensioni sostenibili, senza disperderne la funzione ordinante. Ricostruite le coordinate ordinamentali, costituzionali ed eurounitarie della sostenibilità, l’indagine si svolge in una prospettiva reicentrica e muove dalla comunione di proprietà - in costante confronto con la dogmatica tedesca della Gesamthand - quale strumento concettuale per ricondurre a categoria unitaria tre istituti che il legislatore ha scelto di orientare al perseguimento di finalità sostenibili: i Domini collettivi, le Comunità Energetiche Rinnovabili, nonché il Condominio negli edifici. Pur nella loro eterogeneità, essi condividono tratti comuni: il bene è vincolato ad una destinazione, il gruppo si fa soggetto, la gestione prevale sul godimento e si conforma in senso sostenibile, secondo un indirizzo che l’ordinamento promuove e valorizza, specialmente nel quadro della transizione energetica. Emerge così la categoria delle proprietà collettive sostenibili: uno statuto dominicale per il tempo della responsabilità intergenerazionale, che riapre inevitabilmente il dibattito anche sulla complessa questione della soggettività del gruppo.
Le proprietà collettive sostenibili. Tra realità e soggettività / Caravita Di Toritto, A.. - (2026), pp. 0-462.
Le proprietà collettive sostenibili. Tra realità e soggettività
andrea Caravita di toritto
2026
Abstract
Dinanzi alla sfida climatica e all’ingresso dell’interesse delle generazioni future nella Carta costituzionale, l’istituto dominicale richiede un ripensamento che ne valorizzi le dimensioni sostenibili, senza disperderne la funzione ordinante. Ricostruite le coordinate ordinamentali, costituzionali ed eurounitarie della sostenibilità, l’indagine si svolge in una prospettiva reicentrica e muove dalla comunione di proprietà - in costante confronto con la dogmatica tedesca della Gesamthand - quale strumento concettuale per ricondurre a categoria unitaria tre istituti che il legislatore ha scelto di orientare al perseguimento di finalità sostenibili: i Domini collettivi, le Comunità Energetiche Rinnovabili, nonché il Condominio negli edifici. Pur nella loro eterogeneità, essi condividono tratti comuni: il bene è vincolato ad una destinazione, il gruppo si fa soggetto, la gestione prevale sul godimento e si conforma in senso sostenibile, secondo un indirizzo che l’ordinamento promuove e valorizza, specialmente nel quadro della transizione energetica. Emerge così la categoria delle proprietà collettive sostenibili: uno statuto dominicale per il tempo della responsabilità intergenerazionale, che riapre inevitabilmente il dibattito anche sulla complessa questione della soggettività del gruppo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


