The contribution investigates the role of images and visual languages in shaping the experience of cultural heritage, starting from the iconic condition of contemporary society and the increasing immersion in an iconosphere in which our relationship with the world is progressively mediated by devices for producing, circulating and experiencing images. Within this context, the gaze is understood not as a natural and spontaneous faculty, but as a culturally constructed competence, shaped by codes, practices, memories and perceptual habits. Visual language is therefore interpreted not as a subordinate support to verbal language, but as an autonomous system for organising and signifying experience, capable of selecting, connecting and making complexity intelligible. Applied to cultural heritage, this perspective highlights how enhancement is inseparable from the design of the conditions of visibility. Heritage values are not given and immutable; rather, they are recognised, negotiated and actualised through processes of interpretation, representation and mediation. Making heritage accessible therefore means designing devices capable of engaging cognitive, sensory and emotional dimensions and transforming mere display into experience. Within this framework, the relationship between images and desire becomes central: the experience of heritage begins before the direct encounter with the cultural asset, in the space of expectation and promise that images help to generate by orienting curiosity, motivation and openness to experience. These reflections are applied to the educational programme and project works developed within the Master’s programme in Cultural Heritage Communication, where graphic design, photography, video, and digital and cross-media devices are explored as tools for mediation and narrative construction. What emerges is an understanding of heritage communication as a design of the gaze: not simply the transmission of content, but the construction of the conditions through which different audiences can recognise, interpret and appropriate cultural heritage.

Il contributo indaga il ruolo delle immagini e dei linguaggi visuali nella costruzione dell’esperienza del patrimonio culturale, muovendo dalla condizione iconica della contemporaneità e dalla crescente immersione in un’iconosfera nella quale il rapporto con il mondo è sempre più mediato da dispositivi di produzione, circolazione e fruizione delle immagini. In tale contesto, lo sguardo non è assunto come facoltà naturale e spontanea, ma come competenza culturalmente costruita, modellata da codici, pratiche, memorie e abitudini percettive. Il linguaggio visuale viene quindi interpretato non come supporto subordinato alla parola, ma come sistema autonomo di organizzazione e significazione dell’esperienza, capace di selezionare, mettere in relazione e rendere intelligibile la complessità. Trasferita al patrimonio culturale, questa prospettiva evidenzia come la valorizzazione sia inseparabile dalla progettazione delle condizioni della visibilità. I valori del patrimonio non sono infatti dati e immutabili, ma vengono riconosciuti, negoziati e attualizzati attraverso processi di interpretazione, rappresentazione e mediazione. Rendere accessibile il patrimonio significa pertanto costruire dispositivi capaci di coinvolgere dimensioni cognitive, sensoriali ed emotive e di trasformare la semplice esposizione in esperienza. In questo quadro si colloca il nesso tra immagini e desiderio: l’esperienza del patrimonio comincia prima dell’incontro diretto con il bene, nello spazio dell’attesa e della promessa che le immagini contribuiscono a generare, orientando curiosità, motivazione e disponibilità all’esperienza. La riflessione trova applicazione nel percorso formativo e nei project work del Master in Comunicazione dei Beni Culturali, dove grafica, fotografia, video e dispositivi digitali e cross-mediali sono sperimentati come strumenti di mediazione e costruzione narrativa. Ne emerge una concezione della comunicazione del patrimonio come progetto dello sguardo: non semplice trasmissione di contenuti, ma costruzione delle condizioni attraverso cui pubblici diversi possono riconoscere, interpretare e fare proprio il patrimonio.

Immagini e desiderio. Costruire lo sguardo nell’esperienza del patrimonio culturale / Ippoliti, Elena; Casale, Andrea; Paris, Leonardo. - (2026), pp. 23-56. - FORME DEL DISEGNO.

Immagini e desiderio. Costruire lo sguardo nell’esperienza del patrimonio culturale

Elena Ippoliti
Primo
;
Andrea Casale
Secondo
;
Leonardo Paris
Ultimo
2026

Abstract

The contribution investigates the role of images and visual languages in shaping the experience of cultural heritage, starting from the iconic condition of contemporary society and the increasing immersion in an iconosphere in which our relationship with the world is progressively mediated by devices for producing, circulating and experiencing images. Within this context, the gaze is understood not as a natural and spontaneous faculty, but as a culturally constructed competence, shaped by codes, practices, memories and perceptual habits. Visual language is therefore interpreted not as a subordinate support to verbal language, but as an autonomous system for organising and signifying experience, capable of selecting, connecting and making complexity intelligible. Applied to cultural heritage, this perspective highlights how enhancement is inseparable from the design of the conditions of visibility. Heritage values are not given and immutable; rather, they are recognised, negotiated and actualised through processes of interpretation, representation and mediation. Making heritage accessible therefore means designing devices capable of engaging cognitive, sensory and emotional dimensions and transforming mere display into experience. Within this framework, the relationship between images and desire becomes central: the experience of heritage begins before the direct encounter with the cultural asset, in the space of expectation and promise that images help to generate by orienting curiosity, motivation and openness to experience. These reflections are applied to the educational programme and project works developed within the Master’s programme in Cultural Heritage Communication, where graphic design, photography, video, and digital and cross-media devices are explored as tools for mediation and narrative construction. What emerges is an understanding of heritage communication as a design of the gaze: not simply the transmission of content, but the construction of the conditions through which different audiences can recognise, interpret and appropriate cultural heritage.
2026
Costruire lo sguardo. Saperi, metodi, esperienze
9788835185772
9788835192602
Il contributo indaga il ruolo delle immagini e dei linguaggi visuali nella costruzione dell’esperienza del patrimonio culturale, muovendo dalla condizione iconica della contemporaneità e dalla crescente immersione in un’iconosfera nella quale il rapporto con il mondo è sempre più mediato da dispositivi di produzione, circolazione e fruizione delle immagini. In tale contesto, lo sguardo non è assunto come facoltà naturale e spontanea, ma come competenza culturalmente costruita, modellata da codici, pratiche, memorie e abitudini percettive. Il linguaggio visuale viene quindi interpretato non come supporto subordinato alla parola, ma come sistema autonomo di organizzazione e significazione dell’esperienza, capace di selezionare, mettere in relazione e rendere intelligibile la complessità. Trasferita al patrimonio culturale, questa prospettiva evidenzia come la valorizzazione sia inseparabile dalla progettazione delle condizioni della visibilità. I valori del patrimonio non sono infatti dati e immutabili, ma vengono riconosciuti, negoziati e attualizzati attraverso processi di interpretazione, rappresentazione e mediazione. Rendere accessibile il patrimonio significa pertanto costruire dispositivi capaci di coinvolgere dimensioni cognitive, sensoriali ed emotive e di trasformare la semplice esposizione in esperienza. In questo quadro si colloca il nesso tra immagini e desiderio: l’esperienza del patrimonio comincia prima dell’incontro diretto con il bene, nello spazio dell’attesa e della promessa che le immagini contribuiscono a generare, orientando curiosità, motivazione e disponibilità all’esperienza. La riflessione trova applicazione nel percorso formativo e nei project work del Master in Comunicazione dei Beni Culturali, dove grafica, fotografia, video e dispositivi digitali e cross-mediali sono sperimentati come strumenti di mediazione e costruzione narrativa. Ne emerge una concezione della comunicazione del patrimonio come progetto dello sguardo: non semplice trasmissione di contenuti, ma costruzione delle condizioni attraverso cui pubblici diversi possono riconoscere, interpretare e fare proprio il patrimonio.
Patrimonio culturale; Linguaggio visuale; Costruzione dello sguardo; Mediazione culturale; Desiderio. Cultural heritage; Visual language; Construction of the gaze; Cultural mediation; Desire
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Immagini e desiderio. Costruire lo sguardo nell’esperienza del patrimonio culturale / Ippoliti, Elena; Casale, Andrea; Paris, Leonardo. - (2026), pp. 23-56. - FORME DEL DISEGNO.
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