Lo studio si concentra sulle figure femminili che ricevettero l’onore della statua o della menzione nelle iscrizioni nei ginnasi di Rodi, Cos, Paros, Corinto, Sicione e Salamina di Cipro. Il focus cronologico è sull’età imperiale, quando le donne cominciano a comparire sulla scena pubblica per opere di evergetismo o per incarichi strettamente legati al ginnasio, per esempio come ginnasiarche. I casi presi in considerazione non consentono di stabilire il motivo per cui degli onori; tuttavia, rileva che in età imperiale il ginnasio diventa il luogo prescelto dalle élite locali, cui queste donne inevitabilmente appartengono, per mostrarsi in linea con i valori della paideia e con le istanze culturali della politica imperiale, che fin da Augusto rivolge grande attenzione ai ginnasi. A questo proposito emerge come le sculture e le iscrizioni prese in esame mettono in luce quasi sempre la famiglia di appartenenza. Nessuna evidenza a favore del rapporto donne/ginnasi emerge per Atene, dove, da un lato la documentazione relativa ai ginnasi è frammentaria se non controversa, dall’altro gli onori pubblici concessi alle donne durante l’impero sono circoscritti all’ambito religioso o mirano a puntualizzare il collegamento con un congiunto maschio eminente. In altri centri, invece, la presenza nei ginnasi di donne onorate per motivi che ancora non si conoscono apre il dibattito sulle varie possibili forme di partecipazione femminile negli spazi della paideia.
Ginnasi al femminile: questioni di onori e di genere negli spazi della paideia durante l'impero romano / Caruso, Ada. - (2026). - BIBLIOTECA DELLA TRADIZIONE CLASSICA.
Ginnasi al femminile: questioni di onori e di genere negli spazi della paideia durante l'impero romano
Ada Caruso
2026
Abstract
Lo studio si concentra sulle figure femminili che ricevettero l’onore della statua o della menzione nelle iscrizioni nei ginnasi di Rodi, Cos, Paros, Corinto, Sicione e Salamina di Cipro. Il focus cronologico è sull’età imperiale, quando le donne cominciano a comparire sulla scena pubblica per opere di evergetismo o per incarichi strettamente legati al ginnasio, per esempio come ginnasiarche. I casi presi in considerazione non consentono di stabilire il motivo per cui degli onori; tuttavia, rileva che in età imperiale il ginnasio diventa il luogo prescelto dalle élite locali, cui queste donne inevitabilmente appartengono, per mostrarsi in linea con i valori della paideia e con le istanze culturali della politica imperiale, che fin da Augusto rivolge grande attenzione ai ginnasi. A questo proposito emerge come le sculture e le iscrizioni prese in esame mettono in luce quasi sempre la famiglia di appartenenza. Nessuna evidenza a favore del rapporto donne/ginnasi emerge per Atene, dove, da un lato la documentazione relativa ai ginnasi è frammentaria se non controversa, dall’altro gli onori pubblici concessi alle donne durante l’impero sono circoscritti all’ambito religioso o mirano a puntualizzare il collegamento con un congiunto maschio eminente. In altri centri, invece, la presenza nei ginnasi di donne onorate per motivi che ancora non si conoscono apre il dibattito sulle varie possibili forme di partecipazione femminile negli spazi della paideia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


