Entrare nell’aula di Vittoria Calzolari, per chi come me, al quinto anno di Architettura sceglieva di frequentare il corso di Assetto del Paesaggio, era come indossare degli occhiali nuovi: riuscire a mettere a fuoco ciò che prima era confuso, indefinito, sfumato; porre, finalmente, al centro dell’inquadratura ciò che prima ero solo uno sfondo. Il paesaggio, l’insieme di relazioni che legano uomo e natura da contesto diventava testo. Un testo complesso, inscindibile dalle interazioni coevolutive tra fattori morfologici, biofisici, climatici, culturali, estetici che, come Calzolari affermava già nel 1973, richiedeva una «molteplicità di conoscenze – di carattere storico, socio-economico, architettonico, urbanistico, naturalistico, tecnico, ciascuna delle quali appartiene a un suo ambito disciplinare, con una propria articolazione interna e un proprio metodo di insegnamento» (Calzolari 1974, p. 86). La lettura del contesto, che Calzolari definiva come sistema di interrelazioni, di cose tessute insieme, non era mai un sistema finito, concluso, ma sempre suscettibile di estendersi nello spazio, a relazioni con contesti vicini, e nel tempo, a nuove possibilità evolutive (Calzolari 1999a, p. 255). La prospettiva del progetto permetteva di indirizzare lo sguardo verso la ricerca di relazioni strutturali, sistemiche, capaci di dare ordine a oggetti e processi appartenenti a diversi campi di ricerca, senza tentare di ridurne la complessità (Calzolari 1999a, p. 245).

Il paesaggio come didattica / Imbroglini, Cristina. - (2026), pp. 269-274.

Il paesaggio come didattica

Cristina Imbroglini
2026

Abstract

Entrare nell’aula di Vittoria Calzolari, per chi come me, al quinto anno di Architettura sceglieva di frequentare il corso di Assetto del Paesaggio, era come indossare degli occhiali nuovi: riuscire a mettere a fuoco ciò che prima era confuso, indefinito, sfumato; porre, finalmente, al centro dell’inquadratura ciò che prima ero solo uno sfondo. Il paesaggio, l’insieme di relazioni che legano uomo e natura da contesto diventava testo. Un testo complesso, inscindibile dalle interazioni coevolutive tra fattori morfologici, biofisici, climatici, culturali, estetici che, come Calzolari affermava già nel 1973, richiedeva una «molteplicità di conoscenze – di carattere storico, socio-economico, architettonico, urbanistico, naturalistico, tecnico, ciascuna delle quali appartiene a un suo ambito disciplinare, con una propria articolazione interna e un proprio metodo di insegnamento» (Calzolari 1974, p. 86). La lettura del contesto, che Calzolari definiva come sistema di interrelazioni, di cose tessute insieme, non era mai un sistema finito, concluso, ma sempre suscettibile di estendersi nello spazio, a relazioni con contesti vicini, e nel tempo, a nuove possibilità evolutive (Calzolari 1999a, p. 255). La prospettiva del progetto permetteva di indirizzare lo sguardo verso la ricerca di relazioni strutturali, sistemiche, capaci di dare ordine a oggetti e processi appartenenti a diversi campi di ricerca, senza tentare di ridurne la complessità (Calzolari 1999a, p. 245).
2026
Vittoria Calzolari I cento anni di una tecnica sapiente
979-12-5669-004-6
Vittoria Calzolari, Architettura del Paesaggio, Didattica del progetto
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Il paesaggio come didattica / Imbroglini, Cristina. - (2026), pp. 269-274.
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1772464
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact