Nella celebre veduta di Vanvitelli del 1718, scelta come frontespizio per la conferenza inaugurale del workshop internazionale Tivoli. The Tiburtine Territory and the Sanctuary of Hercules the Victor organizzato nell’ambito dell’Erasmus Mundus Joint Master ALA - Architecture Landscape Archaeology, Tivoli appare nella sua duplice identità di città monumentale e agricola, dominante sulla campagna romana. Il dipinto restituisce un paesaggio ancora pienamente pre-industriale, nel quale il complesso di Ercole Vincitore — allora identificato con la villa di Mecenate — si inserisce in un contesto produttivo alimentato dai derivatori dell’Aniene, già dotato di un sofisticato sistema di mulini, cartiere e officine idrauliche. Il lavoro svolto con gli studenti è stato concepito come un’esperienza didattica orientata alla conoscenza ealla sperimentazione progettuale, finalizzata alla definizione di strategie di valorizzazione e fruizione delle aree archeologiche del Santuario di Ercole Vincitore e del suo contesto territoriale. Nel corso dell’attività del workshop, giovani architetti e archeologi provenienti da diversi paesi hanno elaborato proposte progettuali finalizzate alla configurazione di un sistema aperto, incrementale e adattativo, capace al contempo di strutturare nuove modalità di lettura, fruizione e uso dell’area del Santuario nel più ampio sistema paesaggistico tiburtino.
Progetti per il Santuario di Ercole Vincitore. Projects for the sanctuary of Hercules the Victor / Morgia, Federica. - (2026), pp. 334-341.
Progetti per il Santuario di Ercole Vincitore. Projects for the sanctuary of Hercules the Victor
Federica Morgia
2026
Abstract
Nella celebre veduta di Vanvitelli del 1718, scelta come frontespizio per la conferenza inaugurale del workshop internazionale Tivoli. The Tiburtine Territory and the Sanctuary of Hercules the Victor organizzato nell’ambito dell’Erasmus Mundus Joint Master ALA - Architecture Landscape Archaeology, Tivoli appare nella sua duplice identità di città monumentale e agricola, dominante sulla campagna romana. Il dipinto restituisce un paesaggio ancora pienamente pre-industriale, nel quale il complesso di Ercole Vincitore — allora identificato con la villa di Mecenate — si inserisce in un contesto produttivo alimentato dai derivatori dell’Aniene, già dotato di un sofisticato sistema di mulini, cartiere e officine idrauliche. Il lavoro svolto con gli studenti è stato concepito come un’esperienza didattica orientata alla conoscenza ealla sperimentazione progettuale, finalizzata alla definizione di strategie di valorizzazione e fruizione delle aree archeologiche del Santuario di Ercole Vincitore e del suo contesto territoriale. Nel corso dell’attività del workshop, giovani architetti e archeologi provenienti da diversi paesi hanno elaborato proposte progettuali finalizzate alla configurazione di un sistema aperto, incrementale e adattativo, capace al contempo di strutturare nuove modalità di lettura, fruizione e uso dell’area del Santuario nel più ampio sistema paesaggistico tiburtino.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


