L'articolo affronta la questione se diritto e violenza siano concetti realmente distinti o se, come sostenuto da una linea di pensiero che da Benjamin giunge ad Agamben, nello stato di eccezione la violenza trapassa nel diritto e il diritto in violenza. Assumendo la congiura — il caso del nemico interno che opera segretamente — come banco di prova estremo del rapporto tra vis e ius, il saggio esamina il caso meglio documentato di senatus consultum ultimum, quello emesso nel contesto della repressione della coniuratio catilinaria del 63 a.C. Contro la vulgata, risalente a Mommsen, secondo cui il s.c.u. avrebbe sospeso in toto la costituzione, si mostra come, sul piano dei fatti, i congiurati abbiano goduto sino all'ultimo delle garanzie costituzionali e come l'intera azione repressiva di Cicerone sia stata governata dai medesimi princìpi dell'autotutela del privato: reale sussistenza dell'emergenza e proporzionalità della reazione. Sul piano teorico se ne ricava che lo stato di necessità è un concetto pienamente giuridico — fondato sulla lex naturalis e sottoposto all'aequitas, ossia a un μέτρον — e non una soglia a-giuridica di indistinzione. Ne consegue la necessità di rimettere in discussione l'identità tra guerra e stato di eccezione, e la possibilità di rintracciare in quel medesimo ordinamento naturale il minimo di universalismo giuridico richiesto da un nuovo ordine mondiale.

Silent leges inter arma? Alcune osservazioni sul rapporto tra vis e ius a partire dalla repressione della congiura catilinaria / Insola, Piero. - (2027).

Silent leges inter arma? Alcune osservazioni sul rapporto tra vis e ius a partire dalla repressione della congiura catilinaria

piero insola
2027

Abstract

L'articolo affronta la questione se diritto e violenza siano concetti realmente distinti o se, come sostenuto da una linea di pensiero che da Benjamin giunge ad Agamben, nello stato di eccezione la violenza trapassa nel diritto e il diritto in violenza. Assumendo la congiura — il caso del nemico interno che opera segretamente — come banco di prova estremo del rapporto tra vis e ius, il saggio esamina il caso meglio documentato di senatus consultum ultimum, quello emesso nel contesto della repressione della coniuratio catilinaria del 63 a.C. Contro la vulgata, risalente a Mommsen, secondo cui il s.c.u. avrebbe sospeso in toto la costituzione, si mostra come, sul piano dei fatti, i congiurati abbiano goduto sino all'ultimo delle garanzie costituzionali e come l'intera azione repressiva di Cicerone sia stata governata dai medesimi princìpi dell'autotutela del privato: reale sussistenza dell'emergenza e proporzionalità della reazione. Sul piano teorico se ne ricava che lo stato di necessità è un concetto pienamente giuridico — fondato sulla lex naturalis e sottoposto all'aequitas, ossia a un μέτρον — e non una soglia a-giuridica di indistinzione. Ne consegue la necessità di rimettere in discussione l'identità tra guerra e stato di eccezione, e la possibilità di rintracciare in quel medesimo ordinamento naturale il minimo di universalismo giuridico richiesto da un nuovo ordine mondiale.
2027
Quaderni di Villa Mirafiori vol IV
Cicerone; State of emergency; State of exeption; Senatus consultum ultimum; violenza; necessitas
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Silent leges inter arma? Alcune osservazioni sul rapporto tra vis e ius a partire dalla repressione della congiura catilinaria / Insola, Piero. - (2027).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1772213
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