Dopo il crollo dei regimi comunisti in Unione Sovietica e nei paesi satelliti dell’Europa centro-orientale, sembrò a molti che la democrazia liberale e l’economia di mercato avrebbero potuto diffondersi, promuovendo benessere e stabilità, tanto nei paesi occidentali, dove erano già state sperimentate, quanto tra i new comers. Polonia e Ungheria emersero allora come casi emblematici di successo: in entrambi i paesi furono messe in atto riforme politiche ed economiche che alimentarono l’aspettativa di un loro approdo rapido e irreversibile agli standard fissati come condizioni per l’ingresso nell’Unione Europea. Nonostante gli iniziali tentativi da parte dei governi autoritari di contenere o reprimere il cambiamento, entrambi i paesi avevano sperimentato transizioni pacifiche, segnate da un compromesso tra nomenclature comuniste e opposizioni democratiche. In poco più di un decennio si erano affermati ordinamenti pluralisti protetti da costituzioni liberali, contrassegnati da una bassa polarizzazione, rapporti di reciproco rispetto tra le forze politiche antagoniste, elezioni regolari e ripetute alternanze.
Polonia e Ungheria. Le democrazie fragili dell’Europa post-sovietica / Vassallo, Salvatore; Sorio, Nicolo. - (2026), pp. 295-318.
Polonia e Ungheria. Le democrazie fragili dell’Europa post-sovietica
Nicolo Sorio
2026
Abstract
Dopo il crollo dei regimi comunisti in Unione Sovietica e nei paesi satelliti dell’Europa centro-orientale, sembrò a molti che la democrazia liberale e l’economia di mercato avrebbero potuto diffondersi, promuovendo benessere e stabilità, tanto nei paesi occidentali, dove erano già state sperimentate, quanto tra i new comers. Polonia e Ungheria emersero allora come casi emblematici di successo: in entrambi i paesi furono messe in atto riforme politiche ed economiche che alimentarono l’aspettativa di un loro approdo rapido e irreversibile agli standard fissati come condizioni per l’ingresso nell’Unione Europea. Nonostante gli iniziali tentativi da parte dei governi autoritari di contenere o reprimere il cambiamento, entrambi i paesi avevano sperimentato transizioni pacifiche, segnate da un compromesso tra nomenclature comuniste e opposizioni democratiche. In poco più di un decennio si erano affermati ordinamenti pluralisti protetti da costituzioni liberali, contrassegnati da una bassa polarizzazione, rapporti di reciproco rispetto tra le forze politiche antagoniste, elezioni regolari e ripetute alternanze.| File | Dimensione | Formato | |
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