Il contributo esamina la riflessione di Emmanuel Levinas sul nesso tra ragione e pace, ricostruendone i principali snodi teorici a partire dalla critica dell'«ontologia della guerra». Attraverso un'analisi di Totalità e Infinito e del saggio Pace e prossimità, si mostra come Levinas metta in discussione la tradizione filosofica occidentale, nella quale la pace è concepita come derivato della verità, dell'identità o dell'ordine politico. Tale paradigma, fondato sulla riduzione dell'alterità al Medesimo, rivela la propria strutturale esposizione alla violenza e alla guerra. In alternativa, Levinas elabora una concezione della pace come evento etico originario, radicato nella prossimità, nella responsabilità per l'altro e nell'incontro con il volto, che interrompe la logica della totalità e inaugura una razionalità altra. Il saggio evidenzia come questa prospettiva conduca a una ridefinizione della filosofia quale esercizio di vigilanza critica nei confronti delle forme di razionalità compromesse con la violenza, restituendo alla pace il carattere di principio originario del pensiero e della relazione interumana. In questa prospettiva, la ragione della pace coincide con una ragione etica, fondata sulla non violenza, sull'ospitalità e sull'irriducibile singolarità dell'altro.
Per una ragione di pace. Sui passi di Levinas / Ombrosi, Orietta. - (2026), pp. 91-103.
Per una ragione di pace. Sui passi di Levinas
Orietta Ombrosi
2026
Abstract
Il contributo esamina la riflessione di Emmanuel Levinas sul nesso tra ragione e pace, ricostruendone i principali snodi teorici a partire dalla critica dell'«ontologia della guerra». Attraverso un'analisi di Totalità e Infinito e del saggio Pace e prossimità, si mostra come Levinas metta in discussione la tradizione filosofica occidentale, nella quale la pace è concepita come derivato della verità, dell'identità o dell'ordine politico. Tale paradigma, fondato sulla riduzione dell'alterità al Medesimo, rivela la propria strutturale esposizione alla violenza e alla guerra. In alternativa, Levinas elabora una concezione della pace come evento etico originario, radicato nella prossimità, nella responsabilità per l'altro e nell'incontro con il volto, che interrompe la logica della totalità e inaugura una razionalità altra. Il saggio evidenzia come questa prospettiva conduca a una ridefinizione della filosofia quale esercizio di vigilanza critica nei confronti delle forme di razionalità compromesse con la violenza, restituendo alla pace il carattere di principio originario del pensiero e della relazione interumana. In questa prospettiva, la ragione della pace coincide con una ragione etica, fondata sulla non violenza, sull'ospitalità e sull'irriducibile singolarità dell'altro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


