Innocenzo Sabbatini (1891-1983) was one of the main protagonists of Rome’s architecture during the twenties. Between 1918 and 1931 the designer collaborated in the definition and execution of many new settlements built by the local Institute of Public Housing, testing both innovative compositional schemes and interweaving heterogeneous decorative items. His approach was always open to new ideas in the attempt to find a balance between tradition and modern trends: an objective pursued through the filter of classicism, whose adoption as a reference affected all of his projects in that period. After all, as the architect stated many years later «my intention was only one, not to abandon the classics». This paper aims to focus on Sabbatini’s interest in Antiquity, whose rediscovery at the beginning of the 20th century fascinated many professionals, outlining a design attitude that was very different from the following Fascist rhetoric.

Innocenzo Sabbatini (1891-1983) è stato uno dei principali protagonisti dell’architettura romana del primo Novecento. Attivo al servizio dell’Istituto per le Case Popolari di Roma, il progettista collaborò fra il 1918 e il 1931 alla definizione e realizzazione di molti dei nuovi insediamenti promossi dall’ente di edilizia pubblica locale, testando schemi compositivi innovativi e intrecciando lessici decorativi eterogenei. Il suo atteggiamento fu sempre aperto alla sperimentazione e volto all’individuazione di un punto di equilibrio fra la tradizione e le nuove tendenze in circolazione: un obiettivo perseguito attraverso il filtro del classico, la cui adozione quale termine di riferimento e metro di valutazione segnò tutta ricerca compositiva del suo periodo romano. Come del resto affermò molti anni dopo lo stesso architetto «soltanto una era l’intenzione mia, di non abbandonare il classico». Il contributo si prefigge quindi di puntualizzare questo aspetto e, in particolare, il suo legame con l’Antico, la cui riscoperta al principio del XX secolo affascinò molti professionisti delineando un approccio ben diverso dalla successiva retorica fascista.

«Soltanto una era l’intenzione mia, di non abbandonare il classico». Innocenzo Sabbatini fra suggestioni storiciste e archeologismi selezionati, / Benincampi, Iacopo. - (2026), pp. 31-46.

«Soltanto una era l’intenzione mia, di non abbandonare il classico». Innocenzo Sabbatini fra suggestioni storiciste e archeologismi selezionati,

Iacopo Benincampi
2026

Abstract

Innocenzo Sabbatini (1891-1983) was one of the main protagonists of Rome’s architecture during the twenties. Between 1918 and 1931 the designer collaborated in the definition and execution of many new settlements built by the local Institute of Public Housing, testing both innovative compositional schemes and interweaving heterogeneous decorative items. His approach was always open to new ideas in the attempt to find a balance between tradition and modern trends: an objective pursued through the filter of classicism, whose adoption as a reference affected all of his projects in that period. After all, as the architect stated many years later «my intention was only one, not to abandon the classics». This paper aims to focus on Sabbatini’s interest in Antiquity, whose rediscovery at the beginning of the 20th century fascinated many professionals, outlining a design attitude that was very different from the following Fascist rhetoric.
2026
Innocenzo Sabbatini Architetto 1891-1983
979-12-5746-024-2
Innocenzo Sabbatini (1891-1983) è stato uno dei principali protagonisti dell’architettura romana del primo Novecento. Attivo al servizio dell’Istituto per le Case Popolari di Roma, il progettista collaborò fra il 1918 e il 1931 alla definizione e realizzazione di molti dei nuovi insediamenti promossi dall’ente di edilizia pubblica locale, testando schemi compositivi innovativi e intrecciando lessici decorativi eterogenei. Il suo atteggiamento fu sempre aperto alla sperimentazione e volto all’individuazione di un punto di equilibrio fra la tradizione e le nuove tendenze in circolazione: un obiettivo perseguito attraverso il filtro del classico, la cui adozione quale termine di riferimento e metro di valutazione segnò tutta ricerca compositiva del suo periodo romano. Come del resto affermò molti anni dopo lo stesso architetto «soltanto una era l’intenzione mia, di non abbandonare il classico». Il contributo si prefigge quindi di puntualizzare questo aspetto e, in particolare, il suo legame con l’Antico, la cui riscoperta al principio del XX secolo affascinò molti professionisti delineando un approccio ben diverso dalla successiva retorica fascista.
Sabbatini; Roma; Istituto Case Popolari; Novecento; Antico
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
«Soltanto una era l’intenzione mia, di non abbandonare il classico». Innocenzo Sabbatini fra suggestioni storiciste e archeologismi selezionati, / Benincampi, Iacopo. - (2026), pp. 31-46.
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