Il contributo indaga il ruolo dell’architettura negli Istituti penali per minorenni, assumendo lo spazio detentivo non come un contenitore neutro, ma come parte integrante del processo educativo e della risposta che la società offre all’errore. La riflessione si concentra sugli IPM ospitati in edifici storici, nei quali le esigenze della detenzione si confrontano con valori architettonici, culturali, sociali e simbolici. Attraverso l’analisi comparata dei complessi del Pratello a Bologna, del Meucci a Firenze, del Malaspina a Palermo, di Airola e di Nisida, il contributo esamina trasformazioni, condizioni di conservazione, modalità d’uso e rapporto con i rispettivi contesti urbani. Emergono criticità comuni, quali la frammentazione degli impianti originari, la scarsa accessibilità culturale del patrimonio e l’esclusione dei ragazzi dagli ambienti di maggiore qualità. Al tempo stesso, i casi analizzati mostrano come la conoscenza, il restauro e la cura condivisa dei luoghi possano sostenere la socialità, il senso di appartenenza e i percorsi di responsabilizzazione. Si propone pertanto un approccio integrato tra tutela, progetto e gestione, capace di riconoscere nelle carceri minorili storiche laboratori privilegiati di relazione tra patrimonio, giustizia e società.
Gli spazi degli IPM. L’architettura storica come dispositivo di libertà / Acierno, Marta; Posocco, Pisana. - (2026).
Gli spazi degli IPM. L’architettura storica come dispositivo di libertà
Marta Acierno
Co-primo
Conceptualization
;Pisana Posocco
Co-primo
Conceptualization
2026
Abstract
Il contributo indaga il ruolo dell’architettura negli Istituti penali per minorenni, assumendo lo spazio detentivo non come un contenitore neutro, ma come parte integrante del processo educativo e della risposta che la società offre all’errore. La riflessione si concentra sugli IPM ospitati in edifici storici, nei quali le esigenze della detenzione si confrontano con valori architettonici, culturali, sociali e simbolici. Attraverso l’analisi comparata dei complessi del Pratello a Bologna, del Meucci a Firenze, del Malaspina a Palermo, di Airola e di Nisida, il contributo esamina trasformazioni, condizioni di conservazione, modalità d’uso e rapporto con i rispettivi contesti urbani. Emergono criticità comuni, quali la frammentazione degli impianti originari, la scarsa accessibilità culturale del patrimonio e l’esclusione dei ragazzi dagli ambienti di maggiore qualità. Al tempo stesso, i casi analizzati mostrano come la conoscenza, il restauro e la cura condivisa dei luoghi possano sostenere la socialità, il senso di appartenenza e i percorsi di responsabilizzazione. Si propone pertanto un approccio integrato tra tutela, progetto e gestione, capace di riconoscere nelle carceri minorili storiche laboratori privilegiati di relazione tra patrimonio, giustizia e società.| File | Dimensione | Formato | |
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Acierno_Gli spazi degli IPM_2026.pdf
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Note: Contributo pubblicato nell’ambito di Io non ti credo più. VIII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile e gli Istituti penali per minorenni, a cura dell’Associazione Antigone, nella sezione “Ragazzi dentro”.
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