Socrates’ speech at the end of Plato’s Symposium is grounded in the definition of Eros as a daimōn (Plat. Symp. 202d–203a). Scholars of Greek polytheism have emphasized the vitality and pervasiveness of this notion within traditional Greek religious thought, where ̶ long before Plato ̶ the category of daimōn was associated with the experience of divine agency operating in the human world. Indeed, even the identification of a god as a daimōn is not a Platonic innovation, as the case of Aphrodite demonstrates (Hom. Il. III 420). From this perspective, it is plausible to argue that Plato drew on a concept already deeply embedded in the religious landscape of the Greeks ̶ and therefore familiar to his audience ̶ while reshaping it to suit his own philosophical purposes. Against the background of this shared religious imaginary and in light of Plato’s well-known ability to reinterpret traditional material, this paper examines the implications of the Platonic definition from a historical-religious perspective, with the aim of exploring how the status of Eros as a daimōn informs the role assigned to him within the discursive framework of the Symposium.

Il discorso pronunciato da Socrate alla fine del Simposio si fonda sulla definizione di Eros come daimon (Plat. Symp. 202d-203a). Gli specialisti del politeismo greco hanno segnalato la vitalità e la pervasività di questa nozione nel pensiero religioso tradizionale, in cui – ben prima di Platone – la categoria di daimon è ricondotta all’esperienza di un intervento divino agente nel mondo umano. A ben vedere, neppure l’identificazione di un dio come daimon è un’innovazione platonica (si pensi al caso di Afrodite: Hom. Il. III 420). Seguendo questa prospettiva, è legittimo ipotizzare che Platone abbia recuperato un concetto già ben sedimentato nel panorama religioso dei Greci (e tutt’altro che ignoto, dunque, al pubblico greco), adattandolo in modo congeniale alla propria riflessione. A fronte del retroterra immaginario disponibile e dell’abilità di Platone di rifunzionalizzare il materiale tradizionale, il contributo si propone di riflettere sulle implicazioni della definizione platonica in una chiave di lettura storico-religiosa, nel tentativo di comprendere la portata di questo statuto sulla funzione assunta da Eros nel contesto enunciativo del Simposio.

Δαίμων o θεός? Oscillazioni dello statuto di Eros tra tradizione religiosa e pensiero platonico / Zigarelli, Federica. - (2026), pp. 21-40. - COSTELLAZIONI.

Δαίμων o θεός? Oscillazioni dello statuto di Eros tra tradizione religiosa e pensiero platonico

Federica Zigarelli
2026

Abstract

Socrates’ speech at the end of Plato’s Symposium is grounded in the definition of Eros as a daimōn (Plat. Symp. 202d–203a). Scholars of Greek polytheism have emphasized the vitality and pervasiveness of this notion within traditional Greek religious thought, where ̶ long before Plato ̶ the category of daimōn was associated with the experience of divine agency operating in the human world. Indeed, even the identification of a god as a daimōn is not a Platonic innovation, as the case of Aphrodite demonstrates (Hom. Il. III 420). From this perspective, it is plausible to argue that Plato drew on a concept already deeply embedded in the religious landscape of the Greeks ̶ and therefore familiar to his audience ̶ while reshaping it to suit his own philosophical purposes. Against the background of this shared religious imaginary and in light of Plato’s well-known ability to reinterpret traditional material, this paper examines the implications of the Platonic definition from a historical-religious perspective, with the aim of exploring how the status of Eros as a daimōn informs the role assigned to him within the discursive framework of the Symposium.
2026
Eros, desiderio e affezione: prospettive etico-politiche, psicologiche e ontologiche dalla Grecia arcaica all’età imperiale
9788877232786
Il discorso pronunciato da Socrate alla fine del Simposio si fonda sulla definizione di Eros come daimon (Plat. Symp. 202d-203a). Gli specialisti del politeismo greco hanno segnalato la vitalità e la pervasività di questa nozione nel pensiero religioso tradizionale, in cui – ben prima di Platone – la categoria di daimon è ricondotta all’esperienza di un intervento divino agente nel mondo umano. A ben vedere, neppure l’identificazione di un dio come daimon è un’innovazione platonica (si pensi al caso di Afrodite: Hom. Il. III 420). Seguendo questa prospettiva, è legittimo ipotizzare che Platone abbia recuperato un concetto già ben sedimentato nel panorama religioso dei Greci (e tutt’altro che ignoto, dunque, al pubblico greco), adattandolo in modo congeniale alla propria riflessione. A fronte del retroterra immaginario disponibile e dell’abilità di Platone di rifunzionalizzare il materiale tradizionale, il contributo si propone di riflettere sulle implicazioni della definizione platonica in una chiave di lettura storico-religiosa, nel tentativo di comprendere la portata di questo statuto sulla funzione assunta da Eros nel contesto enunciativo del Simposio.
daimon; Plato; Symposium; Eros
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Δαίμων o θεός? Oscillazioni dello statuto di Eros tra tradizione religiosa e pensiero platonico / Zigarelli, Federica. - (2026), pp. 21-40. - COSTELLAZIONI.
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