L’articolo esplora il ruolo cruciale della φιλία e dell’οἰκονομία nel pensiero “economico” di Filodemo di Gadara, evidenziando come la gestione della ricchezza, lontana da logiche accumulative, si fondi su criteri etici e comunitari propri dell’epicureismo. Attraverso un confronto con la tradizione economica classica e l’analisi del Περὶ οἰκονομίας di Filodemo, si mostra come egli sviluppi un’originale concezione dell’economia: non come arte del profitto, ma come pratica filosofica centrata sulla misura, la conservazione e la condivisione. La φιλία diventa così principio regolatore non solo della vita morale, ma anche di quella materiale all’interno del Kepos, dove le donazioni tra amici costituiscono la base del sostentamento e della sicurezza (ἀσφάλεια). La ricchezza, lungi dall’essere demonizzata, viene accolta nella misura in cui è utile al benessere del saggio e condivisa con la comunità. Filodemo, pur fedele ai dettami epicurei, adatta il modello economico del Giardino al contesto romano, legittimando il mecenatismo come strumento di libertà e autosufficienza per il filosofo. L’economia epicurea diventa così una paideia etico-filosofica che unisce felicità, amicizia e gestione razionale dei beni.
Φιλία e οἰκονομία nel Περὶ οἰκονομίας di Filodemo di Gadara / Palmieri, Flavia. - (2026), pp. 109-129.
Φιλία e οἰκονομία nel Περὶ οἰκονομίας di Filodemo di Gadara
Flavia Palmieri
2026
Abstract
L’articolo esplora il ruolo cruciale della φιλία e dell’οἰκονομία nel pensiero “economico” di Filodemo di Gadara, evidenziando come la gestione della ricchezza, lontana da logiche accumulative, si fondi su criteri etici e comunitari propri dell’epicureismo. Attraverso un confronto con la tradizione economica classica e l’analisi del Περὶ οἰκονομίας di Filodemo, si mostra come egli sviluppi un’originale concezione dell’economia: non come arte del profitto, ma come pratica filosofica centrata sulla misura, la conservazione e la condivisione. La φιλία diventa così principio regolatore non solo della vita morale, ma anche di quella materiale all’interno del Kepos, dove le donazioni tra amici costituiscono la base del sostentamento e della sicurezza (ἀσφάλεια). La ricchezza, lungi dall’essere demonizzata, viene accolta nella misura in cui è utile al benessere del saggio e condivisa con la comunità. Filodemo, pur fedele ai dettami epicurei, adatta il modello economico del Giardino al contesto romano, legittimando il mecenatismo come strumento di libertà e autosufficienza per il filosofo. L’economia epicurea diventa così una paideia etico-filosofica che unisce felicità, amicizia e gestione razionale dei beni.| File | Dimensione | Formato | |
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