Conservazione e valorizzazione dei dipinti murali in grotta. Alcune di queste strutture custodiscono resti di dipinti murali raffiguranti immagini sacre che sono state e continuano ad essere occasione di culto e pratica devozionale da parte dei fedeli, e che risultano particolarmente significative per le comunità locali e per la conservazione della memoria storica della valle. Le grotte eremitiche della valle dell’Aniene rappresentano un patrimonio culturale importante legato al monachesimo rupestre benedettino. Alcune grotte conservano dipinti sacri, ancora oggi oggetto di culto e importanti per la memoria storica locale. La frammentarietà e l’accesso limitato rendono difficile la conoscenza completa di queste grotte, che sono inserite in ambienti naturali fragili e soggetti a fenomeni di degrado tipici degli ambienti ipogei. Per tutelare e valorizzare questo patrimonio è stato avviato un progetto di digitalizzazione delle grotte con pitture murali, secondo il Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND). Le copie digitali in alta definizione hanno valore informativo paragonabile agli originali, permettendo la conservazione, fruizione e studio scientifico delle opere. La digitalizzazione ha favorito una metodologia sperimentale di analisi, mappatura e monitoraggio del degrado basata su modelli tridimensionali. Questo sistema permette di controllare nel tempo lo stato di conservazione e pianificare interventi, superando le difficoltà di rappresentazione delle superfici irregolari degli ambienti ipogei. Le copie digitali, prodotte tramite fotogrammetria ad alta definizione, sono strumenti conoscitivi con annotazioni semantiche dirette e indirette sul degrado, integrabili con pratiche di restauro e aggiornabili nel tempo. Il sistema si articola in tre fasi: digitalizzazione, analisi e mappatura del degrado, strategie di annotazione aperte e multipiattaforma. Sono stati scelti tre tipi di grotte rappresentative: naturali in contesti naturali, artificiali in contesti mediamente antropizzati, artificiali in contesti antropizzati. Eremo di Santa Chelidonia (grotta naturale). Luogo di pellegrinaggio dal XII secolo a Subiaco, con dipinti del Cristo del XIII secolo e ruderi del monastero di Santa Maria Maddalena. Complesso di San Cosimato a Vicovaro (grotte naturali e artificiali), con la Cappella di San Michele Arcangelo e dipinti di Antonio Rosati del XVII secolo. Cappella degli Angeli nel monastero di Santa Scolastica (grotta artificiale in contesto antropizzato), con affreschi quattrocenteschi e accesso tramite le Grotte degli Angeli.
Documentazione digitale per la conservazione e la valorizzazione dei dipinti murali in val d’Aniene / Salvatore, Marta; Calvano, Michele; Lembo-Fazio, Francesca; Trentani, Martina; Talin, Talin. - (2025), pp. 91-111.
Documentazione digitale per la conservazione e la valorizzazione dei dipinti murali in val d’Aniene
Marta Salvatore;Michele Calvano;Francesca Lembo Fazio;Martina Trentani;Talin Talin
2025
Abstract
Conservazione e valorizzazione dei dipinti murali in grotta. Alcune di queste strutture custodiscono resti di dipinti murali raffiguranti immagini sacre che sono state e continuano ad essere occasione di culto e pratica devozionale da parte dei fedeli, e che risultano particolarmente significative per le comunità locali e per la conservazione della memoria storica della valle. Le grotte eremitiche della valle dell’Aniene rappresentano un patrimonio culturale importante legato al monachesimo rupestre benedettino. Alcune grotte conservano dipinti sacri, ancora oggi oggetto di culto e importanti per la memoria storica locale. La frammentarietà e l’accesso limitato rendono difficile la conoscenza completa di queste grotte, che sono inserite in ambienti naturali fragili e soggetti a fenomeni di degrado tipici degli ambienti ipogei. Per tutelare e valorizzare questo patrimonio è stato avviato un progetto di digitalizzazione delle grotte con pitture murali, secondo il Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND). Le copie digitali in alta definizione hanno valore informativo paragonabile agli originali, permettendo la conservazione, fruizione e studio scientifico delle opere. La digitalizzazione ha favorito una metodologia sperimentale di analisi, mappatura e monitoraggio del degrado basata su modelli tridimensionali. Questo sistema permette di controllare nel tempo lo stato di conservazione e pianificare interventi, superando le difficoltà di rappresentazione delle superfici irregolari degli ambienti ipogei. Le copie digitali, prodotte tramite fotogrammetria ad alta definizione, sono strumenti conoscitivi con annotazioni semantiche dirette e indirette sul degrado, integrabili con pratiche di restauro e aggiornabili nel tempo. Il sistema si articola in tre fasi: digitalizzazione, analisi e mappatura del degrado, strategie di annotazione aperte e multipiattaforma. Sono stati scelti tre tipi di grotte rappresentative: naturali in contesti naturali, artificiali in contesti mediamente antropizzati, artificiali in contesti antropizzati. Eremo di Santa Chelidonia (grotta naturale). Luogo di pellegrinaggio dal XII secolo a Subiaco, con dipinti del Cristo del XIII secolo e ruderi del monastero di Santa Maria Maddalena. Complesso di San Cosimato a Vicovaro (grotte naturali e artificiali), con la Cappella di San Michele Arcangelo e dipinti di Antonio Rosati del XVII secolo. Cappella degli Angeli nel monastero di Santa Scolastica (grotta artificiale in contesto antropizzato), con affreschi quattrocenteschi e accesso tramite le Grotte degli Angeli.| File | Dimensione | Formato | |
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