L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, ha innescato la più ampia crisi di migrazione forzata in Europa dalla Seconda guerra mondiale, sollecitando una risposta istituzionale e sociale senza precedenti. A differenza dei precedenti flussi migratori (Ibáñez Sales, 2023; Prieto-Andrés et al., 2025), l’arrivo dei rifugiati ucraini nei Paesi UE è stato accolto da un’immediata mobilitazione pubblica e istituzionale all’insegna dell’ospitalità. Tuttavia, con il protrarsi della guerra e la sua intersezione con più ampie tensioni economiche e geopolitiche, l’iniziale slancio umanitario si è evoluto in una configurazione più complessa e differenziata (Roman et al., 2025). A livello informativo, la costruzione discorsiva della stampa (Milazzo, 2022; Martella, 2024) ha progressivamente ridefinito i modi di vedere e raccontare la crisi dei rifugiati. Questo studio indaga i frame discorsivi (Gamson e Modigliani, 1989; Greenwood e Thomson, 2020; Parmelee et al., 2025) della crisi dei rifugiati ucraini in due Paesi UE: la Germania, che si colloca al primo posto per numero di rifugiati ricevuti, e l’Italia, quarto Paese UE per accoglienza e contesto in cui è stata condotta la ricerca. Basandosi su un dataset composto da circa 5.400 articoli giornalistici integrali (ca. 5.000 tedeschi e ca. 400 italiani), provenienti dai principali quotidiani nazionali e riferiti a un arco temporale di 45 mesi (febbraio 2022 – novembre 2025), lo studio adotta un approccio di ricerca mixed-methods. Al corpus è stato applicato un modello computazionale di topic modeling (BERTopic) al fine di individuare le strutture tematiche ricorrenti. I topic così emersi hanno costituito la base per condurre una derivazione induttiva di frame interpretativi. Per contestualizzare e rifinire tali frame, è stata condotta un’analisi qualitativa interpretativa su un campione casuale sistematico di articoli, stratificato per periodo temporale e ponderato in base alla frequenza degli stessi, così da mantenere una rappresentatività anche durante fasi disomogenee di salienza mediatica. Questa componente qualitativa ha consentito di tracciare l’evoluzione longitudinale dei frame giornalistici nel tempo. L’analisi individua quattro frame dominanti: (1) Imperativo Umanitario, inizialmente prevalente, incentrato sulla vittimizzazione e sull’accoglienza come dovere morale; (2) Identificazione e Immedesimazione, che enfatizza le somiglianze tra il pubblico e le persone coinvolte nella tragedia (Ajana et al., 2024) ; (3) Sicurezza Geopolitica, che si focalizza sugli sviluppi e le conseguenze della guerra; (4) Coesione Sociale/Meritevolezza, che mette in discussione l’equità nell’allocazione delle risorse socio-economiche rispetto ad altri gruppi migranti (Kortendiek e Oertel, 2023). I risultati preliminari suggeriscono un passaggio da un iniziale “cultura dell’accoglienza” a una narrazione più frammentata, evidenziando segnali di compassion fatigue nel discorso pubblico. Questo contributo offre un riscontro empirico sull’evoluzione del framing giornalistico dalla gestione dell’emergenza alla sistematizzazione e normalizzazione del fenomeno. Lo studio mette in luce la trasformazione dinamica dei frame giornalistici nel tempo. In generale, contribuisce al dibattito sociologico esaminando come le rappresentazioni mediatiche plasmino le narrazioni sui conflitti, le gerarchie di meritevolezza e la comprensione collettiva della vulnerabilità (Forbes-Mewett, 2019). In tal modo, la ricerca analizza il ruolo del giornalismo nell’interpretare la guerra in Ucraina e nel gestire le risposte emotive alle crisi contemporanee.

Dalla “Cultura dell’Accoglienza” alla “Compassion Fatigue”: Evoluzione del Framing Giornalistico nella Rappresentazione della Crisi dei Rifugiati Ucraini in Germania e in Italia (2022 – 2025) / Di Benedetto, G., Ralli, A.. - (2026). (VIII Convegno della Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura, Comunicazione SISCC 2026. Crash! Ripensare l’umanità tra narrazioni e conflitti Rome; Italy ).

Dalla “Cultura dell’Accoglienza” alla “Compassion Fatigue”: Evoluzione del Framing Giornalistico nella Rappresentazione della Crisi dei Rifugiati Ucraini in Germania e in Italia (2022 – 2025)

di benedetto, giacomo
;
ralli, alessandro
2026

Abstract

L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, ha innescato la più ampia crisi di migrazione forzata in Europa dalla Seconda guerra mondiale, sollecitando una risposta istituzionale e sociale senza precedenti. A differenza dei precedenti flussi migratori (Ibáñez Sales, 2023; Prieto-Andrés et al., 2025), l’arrivo dei rifugiati ucraini nei Paesi UE è stato accolto da un’immediata mobilitazione pubblica e istituzionale all’insegna dell’ospitalità. Tuttavia, con il protrarsi della guerra e la sua intersezione con più ampie tensioni economiche e geopolitiche, l’iniziale slancio umanitario si è evoluto in una configurazione più complessa e differenziata (Roman et al., 2025). A livello informativo, la costruzione discorsiva della stampa (Milazzo, 2022; Martella, 2024) ha progressivamente ridefinito i modi di vedere e raccontare la crisi dei rifugiati. Questo studio indaga i frame discorsivi (Gamson e Modigliani, 1989; Greenwood e Thomson, 2020; Parmelee et al., 2025) della crisi dei rifugiati ucraini in due Paesi UE: la Germania, che si colloca al primo posto per numero di rifugiati ricevuti, e l’Italia, quarto Paese UE per accoglienza e contesto in cui è stata condotta la ricerca. Basandosi su un dataset composto da circa 5.400 articoli giornalistici integrali (ca. 5.000 tedeschi e ca. 400 italiani), provenienti dai principali quotidiani nazionali e riferiti a un arco temporale di 45 mesi (febbraio 2022 – novembre 2025), lo studio adotta un approccio di ricerca mixed-methods. Al corpus è stato applicato un modello computazionale di topic modeling (BERTopic) al fine di individuare le strutture tematiche ricorrenti. I topic così emersi hanno costituito la base per condurre una derivazione induttiva di frame interpretativi. Per contestualizzare e rifinire tali frame, è stata condotta un’analisi qualitativa interpretativa su un campione casuale sistematico di articoli, stratificato per periodo temporale e ponderato in base alla frequenza degli stessi, così da mantenere una rappresentatività anche durante fasi disomogenee di salienza mediatica. Questa componente qualitativa ha consentito di tracciare l’evoluzione longitudinale dei frame giornalistici nel tempo. L’analisi individua quattro frame dominanti: (1) Imperativo Umanitario, inizialmente prevalente, incentrato sulla vittimizzazione e sull’accoglienza come dovere morale; (2) Identificazione e Immedesimazione, che enfatizza le somiglianze tra il pubblico e le persone coinvolte nella tragedia (Ajana et al., 2024) ; (3) Sicurezza Geopolitica, che si focalizza sugli sviluppi e le conseguenze della guerra; (4) Coesione Sociale/Meritevolezza, che mette in discussione l’equità nell’allocazione delle risorse socio-economiche rispetto ad altri gruppi migranti (Kortendiek e Oertel, 2023). I risultati preliminari suggeriscono un passaggio da un iniziale “cultura dell’accoglienza” a una narrazione più frammentata, evidenziando segnali di compassion fatigue nel discorso pubblico. Questo contributo offre un riscontro empirico sull’evoluzione del framing giornalistico dalla gestione dell’emergenza alla sistematizzazione e normalizzazione del fenomeno. Lo studio mette in luce la trasformazione dinamica dei frame giornalistici nel tempo. In generale, contribuisce al dibattito sociologico esaminando come le rappresentazioni mediatiche plasmino le narrazioni sui conflitti, le gerarchie di meritevolezza e la comprensione collettiva della vulnerabilità (Forbes-Mewett, 2019). In tal modo, la ricerca analizza il ruolo del giornalismo nell’interpretare la guerra in Ucraina e nel gestire le risposte emotive alle crisi contemporanee.
2026
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