Il tempo è il grande mistero. Una periferia che qualcuno chiama Centralità. Nessuna urbanità. Natura violata. Un progetto che si compone di volumi semplici, neri, di differente lucidità, opacità, affiancati tra loro in apparente equilibrio. L’attimo prima di mettersi in moto. O l’attimo esatto di sospensione e sosta durante il loro movimento. Simmetria, asimmetria, equilibrio, disequilibrio, galleggiamento, perdita di gravità, peso, materia. La tecnologia non è linguaggio: il senso dell’edificio è nell’esprimere ed evocare come in sogno il mistero dei Futuri e dei Passati possibili. Un edificio come città, che lavora alla scala geografica (OUT), a quella percettiva esterna (AT) e a quella umana interna (IN). Un edificio come città, fatto di abissi e misteri temporali.
Sede Agenzia Spaziale Italiana. Roma. Tor Vergata / Peluffo, G.. - (2012).
Sede Agenzia Spaziale Italiana. Roma. Tor Vergata
Peluffo, Gianluca
2012
Abstract
Il tempo è il grande mistero. Una periferia che qualcuno chiama Centralità. Nessuna urbanità. Natura violata. Un progetto che si compone di volumi semplici, neri, di differente lucidità, opacità, affiancati tra loro in apparente equilibrio. L’attimo prima di mettersi in moto. O l’attimo esatto di sospensione e sosta durante il loro movimento. Simmetria, asimmetria, equilibrio, disequilibrio, galleggiamento, perdita di gravità, peso, materia. La tecnologia non è linguaggio: il senso dell’edificio è nell’esprimere ed evocare come in sogno il mistero dei Futuri e dei Passati possibili. Un edificio come città, che lavora alla scala geografica (OUT), a quella percettiva esterna (AT) e a quella umana interna (IN). Un edificio come città, fatto di abissi e misteri temporali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


