Il capitolo interpreta i patti di collaborazione come una delle più significative espressioni della rigenerazione amministrativa partecipativa nel contesto italiano contemporaneo, collocandoli all’incrocio tra innovazione sociale, co-produzione dei servizi pubblici e amministrazione condivisa dei beni comuni. Muovendo da un inquadramento teorico che valorizza la progressiva centralità della cittadinanza nei processi di produzione del valore pubblico, il contributo mostra come tali strumenti non si limitino a disciplinare interventi puntuali di cura o rigenerazione urbana, ma tendano a istituzionalizzare forme durevoli di cooperazione tra amministrazioni e soggetti civici, ridefinendo ruoli, responsabilità e capacità organizzative. I patti sono letti come infrastrutture istituzionali della collaborazione, capaci di tradurre il principio di sussidiarietà costituzionale in pratiche amministrative formalizzate. Il saggio ricostruisce quindi il quadro giuridico-amministrativo entro cui essi si sono consolidati, soffermandosi in particolare sull’esperienza del Comune di Bologna e sulla sua evoluzione regolamentare. L’analisi evidenzia che la portata innovativa dei patti risiede nella loro capacità di riconfigurare l’amministrazione pubblica non più come apparato esclusivamente erogatore o gerarchicamente ordinatore, ma come soggetto facilitatore e abilitatore di risorse diffuse nella società. Al tempo stesso, il capitolo ne mette in luce limiti e ambivalenze, richiamando i rischi di selettività partecipativa, squilibri di potere, dipendenza dal lavoro volontario, debolezza dell’accountability e difficoltà di sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Innovación social como regeneración administrativa participativa: los pactos de colaboración en Italia / Laino, Vittoria; Allegretti, Giovanni. - (2026), pp. 353-386.
Innovación social como regeneración administrativa participativa: los pactos de colaboración en Italia
Laino, VittoriaPrimo
;
2026
Abstract
Il capitolo interpreta i patti di collaborazione come una delle più significative espressioni della rigenerazione amministrativa partecipativa nel contesto italiano contemporaneo, collocandoli all’incrocio tra innovazione sociale, co-produzione dei servizi pubblici e amministrazione condivisa dei beni comuni. Muovendo da un inquadramento teorico che valorizza la progressiva centralità della cittadinanza nei processi di produzione del valore pubblico, il contributo mostra come tali strumenti non si limitino a disciplinare interventi puntuali di cura o rigenerazione urbana, ma tendano a istituzionalizzare forme durevoli di cooperazione tra amministrazioni e soggetti civici, ridefinendo ruoli, responsabilità e capacità organizzative. I patti sono letti come infrastrutture istituzionali della collaborazione, capaci di tradurre il principio di sussidiarietà costituzionale in pratiche amministrative formalizzate. Il saggio ricostruisce quindi il quadro giuridico-amministrativo entro cui essi si sono consolidati, soffermandosi in particolare sull’esperienza del Comune di Bologna e sulla sua evoluzione regolamentare. L’analisi evidenzia che la portata innovativa dei patti risiede nella loro capacità di riconfigurare l’amministrazione pubblica non più come apparato esclusivamente erogatore o gerarchicamente ordinatore, ma come soggetto facilitatore e abilitatore di risorse diffuse nella società. Al tempo stesso, il capitolo ne mette in luce limiti e ambivalenze, richiamando i rischi di selettività partecipativa, squilibri di potere, dipendenza dal lavoro volontario, debolezza dell’accountability e difficoltà di sostenibilità nel medio-lungo periodo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


