Questo numero raccoglie una serie di contributi sul cinema e sulla letteratura moderna. Viaggio, specchio, sogno, soglia e identità, sono i lemmi di una ricerca sull’immaginario, colto nell’attimo in cui le figure che lo scavano e stratificano sono ancora informi. Nella tensione che si instaura tra origine (invisibile, sensoriale) e codice ultimo (trasparenza, materia, cliché), queste figure rivelano una natura storica e sociale più profonda, che eccede e sovrasta la loro mera riproduzione o diffusione in quanto generi, codici. Le analisi uniscono teoria sociale (Simmel 1984; Sennett 2006; Schivelbusch 2019), fenomenologia della percezione ed ermeneutica delle immagini (Didi-Huberman 2016). Le analisi sono sempre condotte su due livelli tra essi contigui e complementari: uno interno al tessuto dell’opera, nella messa in rilievo delle sequenze e dei passaggi che uniscono il racconto alla memoria dello spettatore; l’altro esterno al dominio esclusivo del testo, nel tentativo di usare l’opera come filtro verso i tratti reconditi e costitutivi dell’esperienza, del sentire comune. Sempre i racconti e i montaggi presi in esame costruiscono una coesistenza tra presente e passato che rompe la sequenza cronologica del tempo, restituendo al contrario uno strappo, una deviazione dal continuum, che coincide con il recupero di un passato creduto spento, sepolto. Attorno al flashback trame e personaggi raggiungono unità e tenuta, rivelando al contempo la lotta a cui tutti i protagonisti sono spinti per far fronte al caos del mondo esterno.
Viaggi minimi. Sociologia del Cinema e della Letteratura / Rafele, A.. - In: FUNES. - ISSN 2532-6732. - (2026), pp. 1-122.
Viaggi minimi. Sociologia del Cinema e della Letteratura
RAFELE A.
2026
Abstract
Questo numero raccoglie una serie di contributi sul cinema e sulla letteratura moderna. Viaggio, specchio, sogno, soglia e identità, sono i lemmi di una ricerca sull’immaginario, colto nell’attimo in cui le figure che lo scavano e stratificano sono ancora informi. Nella tensione che si instaura tra origine (invisibile, sensoriale) e codice ultimo (trasparenza, materia, cliché), queste figure rivelano una natura storica e sociale più profonda, che eccede e sovrasta la loro mera riproduzione o diffusione in quanto generi, codici. Le analisi uniscono teoria sociale (Simmel 1984; Sennett 2006; Schivelbusch 2019), fenomenologia della percezione ed ermeneutica delle immagini (Didi-Huberman 2016). Le analisi sono sempre condotte su due livelli tra essi contigui e complementari: uno interno al tessuto dell’opera, nella messa in rilievo delle sequenze e dei passaggi che uniscono il racconto alla memoria dello spettatore; l’altro esterno al dominio esclusivo del testo, nel tentativo di usare l’opera come filtro verso i tratti reconditi e costitutivi dell’esperienza, del sentire comune. Sempre i racconti e i montaggi presi in esame costruiscono una coesistenza tra presente e passato che rompe la sequenza cronologica del tempo, restituendo al contrario uno strappo, una deviazione dal continuum, che coincide con il recupero di un passato creduto spento, sepolto. Attorno al flashback trame e personaggi raggiungono unità e tenuta, rivelando al contempo la lotta a cui tutti i protagonisti sono spinti per far fronte al caos del mondo esterno.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


