I recenti progressi tecnologici hanno accelerato in modo significativo lo sviluppo di diversi strumenti di Artificial Intelligence (AI) trasformando profondamente un’ampia gamma di discipline, tra cui l’architettura, l’ingegneria e il design industriale. Conversare con l’intelligenza artificiale, generare immagini a partire da prompt testuali, “addestrare” modelli predittivi: questa abbondanza tecnologica segna la nuova frontiera delle professioni tecniche e creative creando uno step ulteriore rispetto ai processi computazionali Data-Driven (Deutsch, 2015) e Performance-Based (PB) (Shi, 2010) che oramai rappresentano realtà consolidate. L’adozione delle nuove tecnologie legate alla AI, da un lato favorisce la creatività progettuale nella fase early-stage promuovendo un approccio olistico e transdisciplinare, dall’altro potrebbe fornire soluzioni efficaci a questioni spinose legate alla transizione digitale ed ecologica e di conseguenza rappresentare un volano per l’incremento della qualità progettuale intesa come “esito di un coerente sviluppo progettuale che recepisca le esigenze di carattere funzionale, sociale e formale poste a base dell'ideazione e della realizzazione dell’opera e che garantisca il suo armonico inserimento nell’ambiente circostante”, disegno di legge recante Legge Quadro sulla Qualità Architettonica. Tuttavia, risulta fondamentale adottare nella fase concettuale una metodologia orientata alla “salvaguardia”, tesa a ridurre il tasso di fallimento di una proposta progettuale in aspetti che incidono sulla qualità del prodotto finale. A tal fine, è necessario che i progettisti dispongano di strumenti adeguati a supportarli nelle scelte, in particolare nella fase del conceptual design in quanto questa fase del processo progettuale ha un’influenza significativa sul risultato finale. Pertanto, il saggio indaga le potenzialità e le sfide legate all’impiego dei recenti strumenti di AI come booster per la qualità progettuale, considerando alcuni aspetti specifici della valutazione della qualità in ambito architettonico che possono essere rintracciati nella relazione illustrativa della relativa legge quadro sulla qualità del progetto architettonico, con l’intento di fornire una valutazione critica della loro applicabilità nell’ambito della progettazione architettonica e ambientale. Poiché, a nostro avviso, non esiste ancora una letteratura scientifica sufficientemente sviluppata sull’impiego sistematico dell’AI nel conceptual design, il presente contributo adotta un approccio critico-bibliografico basato su fonti peer-reviewed, con l’obiettivo di restituire un’analisi comparativa aggiornata delle opportunità e delle sfide emergenti.
Applicazione dell'intelligenza artificiale nel conceptual design per incrementare la qualità progettuale dell'ambiente costruito: opportunità e sfide / Figliola, Angelo; Barberio, Maurizio. - (2026), pp. 64-75.
Applicazione dell'intelligenza artificiale nel conceptual design per incrementare la qualità progettuale dell'ambiente costruito: opportunità e sfide
Angelo Figliola
Primo
;
2026
Abstract
I recenti progressi tecnologici hanno accelerato in modo significativo lo sviluppo di diversi strumenti di Artificial Intelligence (AI) trasformando profondamente un’ampia gamma di discipline, tra cui l’architettura, l’ingegneria e il design industriale. Conversare con l’intelligenza artificiale, generare immagini a partire da prompt testuali, “addestrare” modelli predittivi: questa abbondanza tecnologica segna la nuova frontiera delle professioni tecniche e creative creando uno step ulteriore rispetto ai processi computazionali Data-Driven (Deutsch, 2015) e Performance-Based (PB) (Shi, 2010) che oramai rappresentano realtà consolidate. L’adozione delle nuove tecnologie legate alla AI, da un lato favorisce la creatività progettuale nella fase early-stage promuovendo un approccio olistico e transdisciplinare, dall’altro potrebbe fornire soluzioni efficaci a questioni spinose legate alla transizione digitale ed ecologica e di conseguenza rappresentare un volano per l’incremento della qualità progettuale intesa come “esito di un coerente sviluppo progettuale che recepisca le esigenze di carattere funzionale, sociale e formale poste a base dell'ideazione e della realizzazione dell’opera e che garantisca il suo armonico inserimento nell’ambiente circostante”, disegno di legge recante Legge Quadro sulla Qualità Architettonica. Tuttavia, risulta fondamentale adottare nella fase concettuale una metodologia orientata alla “salvaguardia”, tesa a ridurre il tasso di fallimento di una proposta progettuale in aspetti che incidono sulla qualità del prodotto finale. A tal fine, è necessario che i progettisti dispongano di strumenti adeguati a supportarli nelle scelte, in particolare nella fase del conceptual design in quanto questa fase del processo progettuale ha un’influenza significativa sul risultato finale. Pertanto, il saggio indaga le potenzialità e le sfide legate all’impiego dei recenti strumenti di AI come booster per la qualità progettuale, considerando alcuni aspetti specifici della valutazione della qualità in ambito architettonico che possono essere rintracciati nella relazione illustrativa della relativa legge quadro sulla qualità del progetto architettonico, con l’intento di fornire una valutazione critica della loro applicabilità nell’ambito della progettazione architettonica e ambientale. Poiché, a nostro avviso, non esiste ancora una letteratura scientifica sufficientemente sviluppata sull’impiego sistematico dell’AI nel conceptual design, il presente contributo adotta un approccio critico-bibliografico basato su fonti peer-reviewed, con l’obiettivo di restituire un’analisi comparativa aggiornata delle opportunità e delle sfide emergenti.| File | Dimensione | Formato | |
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