Daniel Arasse presenta con estrema chiarezza il proprio lavoro: «Questo libro nasce da un’intuizione: tra il Trecento e il Cinquecento è esistita nella pittura italiana una particolare affinità tra Annunciazione e prospettiva […]. Dopo un’approfondita riflessione, posso avanzare al riguardo una duplice ipotesi di ricerca: 1) che effettivamente è esistita, nella pittura italiana del Rinascimento, un’affinità tra il tema dell’Annunciazione e lo strumento figurativo della prospettiva; 2) che tale affinità ha un carattere paradossale, poiché si fonda non sull’accordo, bensì sulla tensione tra il tema rappresentato e lo strumento della sua rappresentazione». Per Arasse la prospettiva è infatti lo strumento perfetto per descrivere il mistero di fede dell’Annunciazione, cioè il il racconto del passaggio dell’Incommensurabile divino nel finito. L’autore si è dedicato allo studio di questo argomento per almeno quindici anni, a partire dall’inizio degli anni Ottanta del Novecento. Questo libro presenta gli esiti di questo impegno e chiarisce l’estrema utilità di un originale metodo d’analisi delle opere che egli stesso ha chiamato «iconologia analitica». Il racconto parte dalle Annunciazioni di Ambrogio Lorenzetti, percorre il Quattrocento fiorentino a partire da Masaccio, estende lo sguardo sulla pittura delle città italiane e si inoltra nel Rinascimento maturo fino alla specificità del linguaggio dei veneziani. L’opera offre così una vera e propria storia della prospettiva nel Rinascimento italiano.
L’Annunciazione italiana. Una storia della prospettiva / Presezzi, C.. - (2009).
L’Annunciazione italiana. Una storia della prospettiva
Cora Presezzi
2009
Abstract
Daniel Arasse presenta con estrema chiarezza il proprio lavoro: «Questo libro nasce da un’intuizione: tra il Trecento e il Cinquecento è esistita nella pittura italiana una particolare affinità tra Annunciazione e prospettiva […]. Dopo un’approfondita riflessione, posso avanzare al riguardo una duplice ipotesi di ricerca: 1) che effettivamente è esistita, nella pittura italiana del Rinascimento, un’affinità tra il tema dell’Annunciazione e lo strumento figurativo della prospettiva; 2) che tale affinità ha un carattere paradossale, poiché si fonda non sull’accordo, bensì sulla tensione tra il tema rappresentato e lo strumento della sua rappresentazione». Per Arasse la prospettiva è infatti lo strumento perfetto per descrivere il mistero di fede dell’Annunciazione, cioè il il racconto del passaggio dell’Incommensurabile divino nel finito. L’autore si è dedicato allo studio di questo argomento per almeno quindici anni, a partire dall’inizio degli anni Ottanta del Novecento. Questo libro presenta gli esiti di questo impegno e chiarisce l’estrema utilità di un originale metodo d’analisi delle opere che egli stesso ha chiamato «iconologia analitica». Il racconto parte dalle Annunciazioni di Ambrogio Lorenzetti, percorre il Quattrocento fiorentino a partire da Masaccio, estende lo sguardo sulla pittura delle città italiane e si inoltra nel Rinascimento maturo fino alla specificità del linguaggio dei veneziani. L’opera offre così una vera e propria storia della prospettiva nel Rinascimento italiano.| File | Dimensione | Formato | |
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