La manifattura Venini rappresenta un caso emblematico nel design italiano del Novecento, capace di fondere la tradizione vetraria muranese con la ricerca formale di architetti e designer di fama internazionale. Il contributo analizza il sistema dei ‘Poliedri’, moduli in vetro soffiato a stampo, sviluppati alla fine degli anni Cinquanta per grandi installazioni luminose. Dopo una contestualizzazione storica della tecnica e dell’approccio progettuale, lo studio propone un’analisi geometrica supportata dalla modellazione digitale dei moduli originali. L’indagine evidenzia una discrepanza tra denominazione geometrica e realtà formale: i moduli, poliedri irregolari convessi, non possiedono angoli diedri per una perfetta tassellazione dello spazio. La continuità volumetrica dei lampadari Venini non deriva quindi da una perfetta adiacenza tra le facce, ma da una costruzione percettiva resa possibile da trasparenza, rifrazione e virtuosismo artigianale, che trasforma gli interstizi tecnici in vibrazione luminosa.
Tassellare la luce. Geometria, materia e percezione nei Poliedri di Venini / Droghetti, Virginia; Costantini, Stefano. - (2026), pp. 66-67. [10.82048/202606].
Tassellare la luce. Geometria, materia e percezione nei Poliedri di Venini
Stefano CostantiniCo-primo
2026
Abstract
La manifattura Venini rappresenta un caso emblematico nel design italiano del Novecento, capace di fondere la tradizione vetraria muranese con la ricerca formale di architetti e designer di fama internazionale. Il contributo analizza il sistema dei ‘Poliedri’, moduli in vetro soffiato a stampo, sviluppati alla fine degli anni Cinquanta per grandi installazioni luminose. Dopo una contestualizzazione storica della tecnica e dell’approccio progettuale, lo studio propone un’analisi geometrica supportata dalla modellazione digitale dei moduli originali. L’indagine evidenzia una discrepanza tra denominazione geometrica e realtà formale: i moduli, poliedri irregolari convessi, non possiedono angoli diedri per una perfetta tassellazione dello spazio. La continuità volumetrica dei lampadari Venini non deriva quindi da una perfetta adiacenza tra le facce, ma da una costruzione percettiva resa possibile da trasparenza, rifrazione e virtuosismo artigianale, che trasforma gli interstizi tecnici in vibrazione luminosa.| File | Dimensione | Formato | |
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