Le infrastrutture dismesse rappresentano uno dei luoghi più simbolici delle trasformazioni urbane contemporanee. Oscillando tra l’evocazione di un immaginario di reverie e di possibilità, di nostalgia e di mistero, ma anche alla base di ragionamenti di rendita fondiaria ed economica, i vecchi tracciati della mobilità urbana sono spesso serbatoi silenti di vegetazione spontanea e selvatica nella città. L’estensione capillare una volta a servizio della mobilità è divenuto oggi l’apparato circolatorio della biodiversità urbana. Una parte che diviene quasi estranea alla città fino a che non si sviluppa un progetto di recupero che normalizza e civilizza la natura. È in questo senso controcorrente l’intervento del cabinet di architettura e paesaggio Atelier Nous che ha sede a Parigi: nella redazione dei progetti elaborati per i contesti urbani che il tempo e l’abbandono avevano inselvatichito, lo studio ha tradotto in spazio le linee di pensiero del filosofo contemporaneo Baptiste Morizot. Uscendo dunque dal dualismo natura-cultura in cui un polo esclude l’altro e viceversa, Atelier Nous trova delle strategie spaziali e gestionali in cui si incrociano la civile vita di città e la selvatica esperienza della foresta, creando un luogo dall’atmosfera sospesa e al contempo totalmente inserito nella quotidianità di Parigi.
Riconquista del dejà là. Il progetto della Petite Ceinture tra urbanità e magia / Di Egidio, Alessandro. - (2026), pp. 128-135. [10.69077/ARBOSFERA_01].
Riconquista del dejà là. Il progetto della Petite Ceinture tra urbanità e magia
Alessandro Di Egidio
2026
Abstract
Le infrastrutture dismesse rappresentano uno dei luoghi più simbolici delle trasformazioni urbane contemporanee. Oscillando tra l’evocazione di un immaginario di reverie e di possibilità, di nostalgia e di mistero, ma anche alla base di ragionamenti di rendita fondiaria ed economica, i vecchi tracciati della mobilità urbana sono spesso serbatoi silenti di vegetazione spontanea e selvatica nella città. L’estensione capillare una volta a servizio della mobilità è divenuto oggi l’apparato circolatorio della biodiversità urbana. Una parte che diviene quasi estranea alla città fino a che non si sviluppa un progetto di recupero che normalizza e civilizza la natura. È in questo senso controcorrente l’intervento del cabinet di architettura e paesaggio Atelier Nous che ha sede a Parigi: nella redazione dei progetti elaborati per i contesti urbani che il tempo e l’abbandono avevano inselvatichito, lo studio ha tradotto in spazio le linee di pensiero del filosofo contemporaneo Baptiste Morizot. Uscendo dunque dal dualismo natura-cultura in cui un polo esclude l’altro e viceversa, Atelier Nous trova delle strategie spaziali e gestionali in cui si incrociano la civile vita di città e la selvatica esperienza della foresta, creando un luogo dall’atmosfera sospesa e al contempo totalmente inserito nella quotidianità di Parigi.| File | Dimensione | Formato | |
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