Il primo volume di A3TEX Series propone un’approfondita analisi dei reperti tessili provenienti da Pompei e dall’area vesuviana, attraverso un approccio integrato che combina indagine archeologica, archeometria, analisi morfologiche, microscopiche e chimico-fisiche. Si tratta del primo studio sistematico dedicato all’intero corpus di materiali tessili dell’area, conservati in gran parte grazie ai processi di carbonizzazione indotti dall’eruzione del 79 d.C. e finora solo parzialmente esplorati dalla ricerca. Il lavoro si inserisce nel quadro metodologico e scientifico promosso dal Centro di Ricerca Interdipartimentale A3TEX di Sapienza Università di Roma, proponendosi di ricostruire la biografia tecnica e culturale dei manufatti tessili antichi. I risultati ottenuti mostrano con chiarezza come i tessuti vesuviani offrano un punto di osservazione privilegiato per comprendere la cultura materiale, le reti produttive e commerciali, e le dinamiche tecnologiche del mondo romano in età imperiale. Il catalogo dei frammenti, frutto di una campagna di analisi condotta con strumenti diagnostici avanzati, documenta l’impiego di materie prime eterogenee – tra cui lana, fibre vegetali da stelo, filati tinti con porpora e filamenti metallici in oro – e l’adozione di armature tessili, riconducibili a differenti livelli qualitativi e funzionali, da tessuti d’uso quotidiano a prodotti di lusso di altissima manifattura. Il confronto tra i reperti tessili e le impronte rilevate sui calchi in gesso di Pompei ha consentito non solo una ricostruzione tecnico-morfologica degli indumenti, ma anche una rilettura delle tradizioni artigianali locali in relazione ai modelli circolanti nel Mediterraneo. Rispetto agli studi precedenti, un elemento di forte innovazione consiste nell’analisi qualitativa delle fibre per la classificazione della lana. Tale approccio, integrato con lo studio delle procedure di finissaggio, delle armature, del diametro e della densità dei fili, permette di delineare un quadro più articolato della filiera tessile antica. La standardizzazione dei procedimenti produttivi e la qualità costante dei materiali impiegati, anche nei prodotti destinati a un consumo ampio, testimoniano l’esistenza di una filiera ben strutturata e professionalizzata, nella quale la produzione domestica si integra funzionalmente con l’artigianato specializzato, contribuendo a un sistema produttivo articolato. Infine, lo studio dei tessuti aurei e in porpora, provenienti da diversi contesti vesuviani, offre nuove prospettive sulla diffusione e sul consumo di beni di lusso in Italia centrale e solleva interrogativi di grande interesse circa l’origine dei materiali, la mobilità delle maestranze, e le pratiche di distribuzione e valorizzazione degli oggetti tessili in epoca imperiale. I risultati conseguiti dallo studio di Francesca Coletti contribuiscono in modo sostanziale alla conoscenza della cultura tessile di età romana, gettando nuova luce sulle dinamiche di produzione, circolazione e consumo dei tessuti nell’ambito di una società mediterranea interconnessa e pluristratificata.
I reperti tessili di Pompei e d’area vesuviana. Cultura Tessile a Pompei 1 / Coletti, F.. - (2025).
I reperti tessili di Pompei e d’area vesuviana. Cultura Tessile a Pompei 1
Francesca Coletti
Primo
2025
Abstract
Il primo volume di A3TEX Series propone un’approfondita analisi dei reperti tessili provenienti da Pompei e dall’area vesuviana, attraverso un approccio integrato che combina indagine archeologica, archeometria, analisi morfologiche, microscopiche e chimico-fisiche. Si tratta del primo studio sistematico dedicato all’intero corpus di materiali tessili dell’area, conservati in gran parte grazie ai processi di carbonizzazione indotti dall’eruzione del 79 d.C. e finora solo parzialmente esplorati dalla ricerca. Il lavoro si inserisce nel quadro metodologico e scientifico promosso dal Centro di Ricerca Interdipartimentale A3TEX di Sapienza Università di Roma, proponendosi di ricostruire la biografia tecnica e culturale dei manufatti tessili antichi. I risultati ottenuti mostrano con chiarezza come i tessuti vesuviani offrano un punto di osservazione privilegiato per comprendere la cultura materiale, le reti produttive e commerciali, e le dinamiche tecnologiche del mondo romano in età imperiale. Il catalogo dei frammenti, frutto di una campagna di analisi condotta con strumenti diagnostici avanzati, documenta l’impiego di materie prime eterogenee – tra cui lana, fibre vegetali da stelo, filati tinti con porpora e filamenti metallici in oro – e l’adozione di armature tessili, riconducibili a differenti livelli qualitativi e funzionali, da tessuti d’uso quotidiano a prodotti di lusso di altissima manifattura. Il confronto tra i reperti tessili e le impronte rilevate sui calchi in gesso di Pompei ha consentito non solo una ricostruzione tecnico-morfologica degli indumenti, ma anche una rilettura delle tradizioni artigianali locali in relazione ai modelli circolanti nel Mediterraneo. Rispetto agli studi precedenti, un elemento di forte innovazione consiste nell’analisi qualitativa delle fibre per la classificazione della lana. Tale approccio, integrato con lo studio delle procedure di finissaggio, delle armature, del diametro e della densità dei fili, permette di delineare un quadro più articolato della filiera tessile antica. La standardizzazione dei procedimenti produttivi e la qualità costante dei materiali impiegati, anche nei prodotti destinati a un consumo ampio, testimoniano l’esistenza di una filiera ben strutturata e professionalizzata, nella quale la produzione domestica si integra funzionalmente con l’artigianato specializzato, contribuendo a un sistema produttivo articolato. Infine, lo studio dei tessuti aurei e in porpora, provenienti da diversi contesti vesuviani, offre nuove prospettive sulla diffusione e sul consumo di beni di lusso in Italia centrale e solleva interrogativi di grande interesse circa l’origine dei materiali, la mobilità delle maestranze, e le pratiche di distribuzione e valorizzazione degli oggetti tessili in epoca imperiale. I risultati conseguiti dallo studio di Francesca Coletti contribuiscono in modo sostanziale alla conoscenza della cultura tessile di età romana, gettando nuova luce sulle dinamiche di produzione, circolazione e consumo dei tessuti nell’ambito di una società mediterranea interconnessa e pluristratificata.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


