Il complesso dei dati e delle riflessioni proposte su quantità e qualità dell’occupazione femminile fotografano un Paese assolutamente incapace di valorizzare appieno il proprio capitale umano anche rispetto alle donne ad alta istruzione. La necessità di fornire servizi capaci di sostenere l’occupazione delle donne, promuovere una maggiore simmetria nelle coppie e nelle famiglie, non è più rinviabile. Come confermato dai dati OECD 2024, le donne ricevono una retribuzione solo per il 45% del tempo lavorativo, a fronte del 67% degli uomini proprio a causa del maggiore impegno delle donne nelle attività domestiche e di cura. La piena occupazione femminile e soprattutto la creazione di un mercato inclusivo che favorisce la partecipazione delle donne, senza obbligarle a scegliere tra famiglia e lavoro, è l’unico elemento in grado di scardinare quelli effetti di scoraggiamento che in molti casi impediscono alle donne di presentarsi sul mercato del lavoro. Anche i dati apparentemente incoraggianti, come quelli che ci indicano come uno dei Paesi europei con il più basso gap salariale, in realtà derivano dalla peculiare composizione dell’occupazione femminile, costituita in massima parte da donne con alto capitale sociale. La sfida è quindi composita, da un lato, si tratta di valorizzare e favorire i percorsi di carriera delle donne che sono già dento il mercato del lavoro. Non bastano evidentemente le quote per le posizioni apicali, ma servono dispositivi di conciliazione più estesi e flessibili accanto ad un ripensamento dei sistemi premianti e dei meccanismi di progressione di carriera. Dall’altro, si tratta di aumentare sensibilmente la quota di donne occupate. In questo senso, l’aumento dell’offerta di servizi per l’infanzia e la terza età rappresenta un volano non solo per liberare il tempo delle donne e consentire una piena partecipazione al mercato del lavoro, ma anche per aumentare l’occupazione femminile qualificata in questi settori. Le risorse messe a disposizione dall’Europa, soprattutto dopo la pandemia possono in questo senso segnare un rinnovamento. Come evidenziato la direzione principale verso cui muoversi è la capacità di indirizzare le risorse verso la valorizzazione di tutto il capitale umano femminile, nelle sue diversità e articolazioni, per fondarsi non solo sull’aumento delle donne al lavoro ma sulla offerta di occupazione di buona qualità.
O emprego das mulhers na Italia: entre persistentes vulnerabilidades e limitadas opportunitades / De Vita, Luisa. - (2026).
O emprego das mulhers na Italia: entre persistentes vulnerabilidades e limitadas opportunitades
Luisa De Vita
2026
Abstract
Il complesso dei dati e delle riflessioni proposte su quantità e qualità dell’occupazione femminile fotografano un Paese assolutamente incapace di valorizzare appieno il proprio capitale umano anche rispetto alle donne ad alta istruzione. La necessità di fornire servizi capaci di sostenere l’occupazione delle donne, promuovere una maggiore simmetria nelle coppie e nelle famiglie, non è più rinviabile. Come confermato dai dati OECD 2024, le donne ricevono una retribuzione solo per il 45% del tempo lavorativo, a fronte del 67% degli uomini proprio a causa del maggiore impegno delle donne nelle attività domestiche e di cura. La piena occupazione femminile e soprattutto la creazione di un mercato inclusivo che favorisce la partecipazione delle donne, senza obbligarle a scegliere tra famiglia e lavoro, è l’unico elemento in grado di scardinare quelli effetti di scoraggiamento che in molti casi impediscono alle donne di presentarsi sul mercato del lavoro. Anche i dati apparentemente incoraggianti, come quelli che ci indicano come uno dei Paesi europei con il più basso gap salariale, in realtà derivano dalla peculiare composizione dell’occupazione femminile, costituita in massima parte da donne con alto capitale sociale. La sfida è quindi composita, da un lato, si tratta di valorizzare e favorire i percorsi di carriera delle donne che sono già dento il mercato del lavoro. Non bastano evidentemente le quote per le posizioni apicali, ma servono dispositivi di conciliazione più estesi e flessibili accanto ad un ripensamento dei sistemi premianti e dei meccanismi di progressione di carriera. Dall’altro, si tratta di aumentare sensibilmente la quota di donne occupate. In questo senso, l’aumento dell’offerta di servizi per l’infanzia e la terza età rappresenta un volano non solo per liberare il tempo delle donne e consentire una piena partecipazione al mercato del lavoro, ma anche per aumentare l’occupazione femminile qualificata in questi settori. Le risorse messe a disposizione dall’Europa, soprattutto dopo la pandemia possono in questo senso segnare un rinnovamento. Come evidenziato la direzione principale verso cui muoversi è la capacità di indirizzare le risorse verso la valorizzazione di tutto il capitale umano femminile, nelle sue diversità e articolazioni, per fondarsi non solo sull’aumento delle donne al lavoro ma sulla offerta di occupazione di buona qualità.| File | Dimensione | Formato | |
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