Il testo ha l’ambizione di superare la conflittualità che negli ultimi anni si è manifestata nella formazione disciplinare tra disegno della parte e disegno del tutto, tra oggetto archi-tettonico e piano urbanistico, tra qualità proprie delle componenti di base e qualità com-plessiva della città. Lo spazio urbano è molto più della somma degli elementi che lo compongono – strade, piazze, parchi, tessuti ed emergenze edilizie – rigidamente definiti da dimensioni, forme o schemi tipologici, è una realtà estremamente complessa, della quale deve potersi cogliere una condizione essenziale: deve essere un luogo dove “stare bene”. Gli spazi urbani vanno considerati estensione della residenza: spazi comuni e di gioco, percorsi per raggiungere la scuola, il posto di lavoro e le sedi dei servizi pubblici, occasioni d’esperienza per la comunità. In sintesi sono elementi ordinatori degli ambienti costruiti, ma soprattutto insostituibili indicatori della qualità della vita in città. L’essenza della qualità è nella densità d’uso, nella flessibilità, nella adattabilità ad esigenze in continua mutazione, nell’essere organismo in grado di accettare comportamenti sempre nuovi. Gli spazi che possiedono queste qualità hanno presumibilmente alcune caratteristiche comuni – da ricercarsi nelle proporzioni, nelle dimensioni ed in tutte le connessioni, sia fi-siche che immateriali, in grado di determinare tensioni e stabilire gerarchie – non trasferibi-li integralmente in modelli fisici. È possibile, però, ricercare alcune relazioni tra le parti ed il tutto, per formulare un campionario tipologico. L’obiettivo di questo lavoro, perciò, è indagare su un metodo di valutazione qualitativa, attraverso l’individuazione e la catalogazione delle caratteristiche fisiche, dimensionali ed ambientali degli elementi costitutivi, i quali vengono analizzati in maniera autonoma solo per ragioni puramente strumentali: l’enucleazione tipologica e l’approccio meccanicista, in-fatti, hanno infranto già abbastanza la complessità urbana, isolandone le componenti e producendo l’attuale anonimato, tipico delle periferie. Si tratta di verificare quanto lo spazio urbano possa essere “descritto” attraverso criteri geometrici e funzionali e quanto, invece, attraverso modelli rappresentativi, in grado di rimanere impressi nella memoria.

I materiali della progettazione: gli spazi urbani / Wallach, Riccardo. - 2(2008), pp. 567-788.

I materiali della progettazione: gli spazi urbani

WALLACH, Riccardo
2008

Abstract

Il testo ha l’ambizione di superare la conflittualità che negli ultimi anni si è manifestata nella formazione disciplinare tra disegno della parte e disegno del tutto, tra oggetto archi-tettonico e piano urbanistico, tra qualità proprie delle componenti di base e qualità com-plessiva della città. Lo spazio urbano è molto più della somma degli elementi che lo compongono – strade, piazze, parchi, tessuti ed emergenze edilizie – rigidamente definiti da dimensioni, forme o schemi tipologici, è una realtà estremamente complessa, della quale deve potersi cogliere una condizione essenziale: deve essere un luogo dove “stare bene”. Gli spazi urbani vanno considerati estensione della residenza: spazi comuni e di gioco, percorsi per raggiungere la scuola, il posto di lavoro e le sedi dei servizi pubblici, occasioni d’esperienza per la comunità. In sintesi sono elementi ordinatori degli ambienti costruiti, ma soprattutto insostituibili indicatori della qualità della vita in città. L’essenza della qualità è nella densità d’uso, nella flessibilità, nella adattabilità ad esigenze in continua mutazione, nell’essere organismo in grado di accettare comportamenti sempre nuovi. Gli spazi che possiedono queste qualità hanno presumibilmente alcune caratteristiche comuni – da ricercarsi nelle proporzioni, nelle dimensioni ed in tutte le connessioni, sia fi-siche che immateriali, in grado di determinare tensioni e stabilire gerarchie – non trasferibi-li integralmente in modelli fisici. È possibile, però, ricercare alcune relazioni tra le parti ed il tutto, per formulare un campionario tipologico. L’obiettivo di questo lavoro, perciò, è indagare su un metodo di valutazione qualitativa, attraverso l’individuazione e la catalogazione delle caratteristiche fisiche, dimensionali ed ambientali degli elementi costitutivi, i quali vengono analizzati in maniera autonoma solo per ragioni puramente strumentali: l’enucleazione tipologica e l’approccio meccanicista, in-fatti, hanno infranto già abbastanza la complessità urbana, isolandone le componenti e producendo l’attuale anonimato, tipico delle periferie. Si tratta di verificare quanto lo spazio urbano possa essere “descritto” attraverso criteri geometrici e funzionali e quanto, invece, attraverso modelli rappresentativi, in grado di rimanere impressi nella memoria.
la progettazione urbana - Materiali e metodi
9788832469110
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
I materiali della progettazione: gli spazi urbani / Wallach, Riccardo. - 2(2008), pp. 567-788.
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/176957
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact