L’articolo analizza il romanzo Die Verwandelten (2023) di Ulrike Draesner attraverso il paradigma degli studi sul trauma, della memoria intergenerazionale e della teoria letteraria transculturale, concentrandosi sulla rappresentazione di Breslavia/Wrocław come “palinsesto” e “città in traduzione”. Situata al confine tra Germania e Polonia, in una condizione di liminalità storica e geopolitica, la città emerge come uno spazio stratificato e continuamente riscritto in cui le tracce linguistiche, culturale e traumatiche del passato convivono con nuove narrazioni. L’ibridità linguistica emerge nel romanzo anche dall’invenzione di un idioma diasporico nel quale interagiscono voci tedesche, polacche e slesiane, dando vita a una forma di trasmissione plurale e plurilingue della memoria traumatica. La struttura intertestuale richiama le Metamorfosi di Ovidio, evidenziando il potenziale trasformativo della sofferenza e l’urgenza etica di dar voce alle esperienze di violenza fisica e politica. Attraverso le vicende di quattro generazioni di donne, i cui nomi e le cui identità si trasformano continuamente sotto le pressioni della violenza, Draesner esplora le modalità con cui il trauma si inscrive nel corpo e viene mediato dalla memoria, dalla lingua e dalle pratiche sociali. Integrando prospettive provenienti dagli studi sul trauma, sulla memoria, sulla traduzione e sulla transculturalità, l’articolo intende evidenziare come il romanzo rappresenti in modo esemplare i processi post-traumatici, traducendo la memoria storica e incarnata in una forma narrativa complessa e illuminando le relazioni tra lingua, luogo e storia.

Leggere lo spazio transnazionale: Breslavia in Die Verwandelten di Ulrike Draesner / Iacovella, Matteo. - (2025), pp. 189-212.

Leggere lo spazio transnazionale: Breslavia in Die Verwandelten di Ulrike Draesner

Matteo Iacovella
2025

Abstract

L’articolo analizza il romanzo Die Verwandelten (2023) di Ulrike Draesner attraverso il paradigma degli studi sul trauma, della memoria intergenerazionale e della teoria letteraria transculturale, concentrandosi sulla rappresentazione di Breslavia/Wrocław come “palinsesto” e “città in traduzione”. Situata al confine tra Germania e Polonia, in una condizione di liminalità storica e geopolitica, la città emerge come uno spazio stratificato e continuamente riscritto in cui le tracce linguistiche, culturale e traumatiche del passato convivono con nuove narrazioni. L’ibridità linguistica emerge nel romanzo anche dall’invenzione di un idioma diasporico nel quale interagiscono voci tedesche, polacche e slesiane, dando vita a una forma di trasmissione plurale e plurilingue della memoria traumatica. La struttura intertestuale richiama le Metamorfosi di Ovidio, evidenziando il potenziale trasformativo della sofferenza e l’urgenza etica di dar voce alle esperienze di violenza fisica e politica. Attraverso le vicende di quattro generazioni di donne, i cui nomi e le cui identità si trasformano continuamente sotto le pressioni della violenza, Draesner esplora le modalità con cui il trauma si inscrive nel corpo e viene mediato dalla memoria, dalla lingua e dalle pratiche sociali. Integrando prospettive provenienti dagli studi sul trauma, sulla memoria, sulla traduzione e sulla transculturalità, l’articolo intende evidenziare come il romanzo rappresenti in modo esemplare i processi post-traumatici, traducendo la memoria storica e incarnata in una forma narrativa complessa e illuminando le relazioni tra lingua, luogo e storia.
2025
Prospettive plurilingue e interculturali negli spazi transnazionali
979-12-5451-241-8
letteratura tedesca; transculturalità; memoria transculturale; traduzione; Draesner
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Leggere lo spazio transnazionale: Breslavia in Die Verwandelten di Ulrike Draesner / Iacovella, Matteo. - (2025), pp. 189-212.
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