Il contributo analizza il ruolo della visione catottrica e della virtualità spaziale negli interni domestici progettati da Carlo Mollino, interpretandoli come espressione di una moderna persistenza dello spirito barocco nell’abitare contemporaneo. A partire dalle riflessioni dell’architetto sulla casa barocca quale “scenografia domestica” e dalla ricezione critica della sua opera nella Torino del secondo dopoguerra, il saggio indaga la costruzione di ambienti concepiti come dispositivi teatrali nei quali l’abitante assume simultaneamente il ruolo di spettatore e attore. L’analisi mette in evidenza come l’assimilazione di suggestioni surrealiste conduca Mollino al superamento del paradigma funzionalista attraverso una concezione dello spazio inteso come evento. In tale prospettiva, illusioni prospettiche, proiezioni scenografiche, pannelli fotografici e superfici specchianti concorrono alla definizione di un ambiente domestico fondato sulla continuità tra spazio reale e spazio virtuale. Lo specchio assume un ruolo centrale: non semplice elemento decorativo, ma dispositivo architettonico capace di generare immagini virtuali, moltiplicare i punti di vista e rendere percepibile una dimensione immateriale dell’abitare. Attraverso il confronto con l’uso dello specchio negli interni di Adolf Loos e con i Quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto, il saggio propone una rilettura della metafora tradizionale dello specchio come finestra. In Mollino, infatti, la superficie riflettente si configura piuttosto come una porta virtuale, una soglia che connette differenti porzioni dello spazio interno e consente un attraversamento percettivo tra reale e immaginario. La fotografia, infine, svolge la funzione di strumento di oggettivazione di tale esperienza, registrando e rendendo visibile l’interazione tra spazio fisico, immagine riflessa e presenza dello spettatore.
La porta virtuale: visione catottrica negli spazi domestici di Carlo Mollino / Pozzati, Luca. - (2026), pp. 291-302.
La porta virtuale: visione catottrica negli spazi domestici di Carlo Mollino
Luca PozzatiPrimo
2026
Abstract
Il contributo analizza il ruolo della visione catottrica e della virtualità spaziale negli interni domestici progettati da Carlo Mollino, interpretandoli come espressione di una moderna persistenza dello spirito barocco nell’abitare contemporaneo. A partire dalle riflessioni dell’architetto sulla casa barocca quale “scenografia domestica” e dalla ricezione critica della sua opera nella Torino del secondo dopoguerra, il saggio indaga la costruzione di ambienti concepiti come dispositivi teatrali nei quali l’abitante assume simultaneamente il ruolo di spettatore e attore. L’analisi mette in evidenza come l’assimilazione di suggestioni surrealiste conduca Mollino al superamento del paradigma funzionalista attraverso una concezione dello spazio inteso come evento. In tale prospettiva, illusioni prospettiche, proiezioni scenografiche, pannelli fotografici e superfici specchianti concorrono alla definizione di un ambiente domestico fondato sulla continuità tra spazio reale e spazio virtuale. Lo specchio assume un ruolo centrale: non semplice elemento decorativo, ma dispositivo architettonico capace di generare immagini virtuali, moltiplicare i punti di vista e rendere percepibile una dimensione immateriale dell’abitare. Attraverso il confronto con l’uso dello specchio negli interni di Adolf Loos e con i Quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto, il saggio propone una rilettura della metafora tradizionale dello specchio come finestra. In Mollino, infatti, la superficie riflettente si configura piuttosto come una porta virtuale, una soglia che connette differenti porzioni dello spazio interno e consente un attraversamento percettivo tra reale e immaginario. La fotografia, infine, svolge la funzione di strumento di oggettivazione di tale esperienza, registrando e rendendo visibile l’interazione tra spazio fisico, immagine riflessa e presenza dello spettatore.| File | Dimensione | Formato | |
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