Il saggio esamina il processo di istituzionalizzazione e riconoscimento pubblico del cimitero acattolico del Testaccio a Roma tra il XVIII e il XIX secolo attraverso una prospettiva geo-cartografica. Basandosi sui principi della critical cartography di Brian Harley, l'autrice adotta il metodo del "filtraggio cartografico" su una selezione di venti piante storiche della città per analizzare la transizione del sepolcreto dall'omissione alla rappresentazione iconografica. Lo studio evidenzia come, per lungo tempo, lo spazio — originariamente parte dei "Prati del popolo romano" — sia stato relegato a una clandestinità de facto tollerata ma non registrata ufficialmente dalle autorità pontificie, anche a causa dell'assenza di monumenti visibili. Solo a seguito di formali istanze diplomatiche nella prima metà dell'Ottocento, culminate nella recinzione e nella legittimazione papale dell'area, la cartografia ufficiale ha integrato il sito come "Sepolcreto dei protestanti", registrandone l'inclusione definitiva nel paesaggio urbano e culturale romano
Il “prato” acattolico di Roma nelle piante urbane della città tra il XVIII e il XIX secolo / Omenetto, Silvia. - (2025), pp. 43-56.
Il “prato” acattolico di Roma nelle piante urbane della città tra il XVIII e il XIX secolo
Silvia Omenetto
2025
Abstract
Il saggio esamina il processo di istituzionalizzazione e riconoscimento pubblico del cimitero acattolico del Testaccio a Roma tra il XVIII e il XIX secolo attraverso una prospettiva geo-cartografica. Basandosi sui principi della critical cartography di Brian Harley, l'autrice adotta il metodo del "filtraggio cartografico" su una selezione di venti piante storiche della città per analizzare la transizione del sepolcreto dall'omissione alla rappresentazione iconografica. Lo studio evidenzia come, per lungo tempo, lo spazio — originariamente parte dei "Prati del popolo romano" — sia stato relegato a una clandestinità de facto tollerata ma non registrata ufficialmente dalle autorità pontificie, anche a causa dell'assenza di monumenti visibili. Solo a seguito di formali istanze diplomatiche nella prima metà dell'Ottocento, culminate nella recinzione e nella legittimazione papale dell'area, la cartografia ufficiale ha integrato il sito come "Sepolcreto dei protestanti", registrandone l'inclusione definitiva nel paesaggio urbano e culturale romano| File | Dimensione | Formato | |
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