This essay introduces the complete critical edition of the trial held between September 1573 and May 1574 before the tribunal of the Auditor Camerae against Abbess Elena Orsini and Bishop Francesco Cittadini of Castro on a charge of stuprum aggravated by sacrilege. The author reconstructs the phases of the investigation — from its opening on the basis of public rumour (fama) to its conclusion without a verdict — analysing the concrete workings of post-Tridentine papal justice: the transfer of jurisdiction, the conflict between forums, interrogation techniques, the use of torture, and the role of public voice as a substitute for material evidence. The essay also examines the network of complicity that made the clandestine birth possible, the permeability of enclosure compared with Tridentine norms, and the gender asymmetries in the judicial treatment of the two defendants. The trial is ultimately read as a device for narrative construction, in which witnesses, judges, and defendants produce competing versions of events that the tribunal attempts to reconcile without success, leaving open an unresolved matter later available to chronicle and literary rewriting.

Il saggio introduce l'edizione integrale degli atti del processo celebrato tra il settembre 1573 e il maggio 1574 dal tribunale dell'Auditor Camerae contro la badessa Elena Orsini e il vescovo di Castro Francesco Cittadini per stuprum aggravato da sacrilegio. L'autrice ricostruisce le fasi dell'inchiesta — dall'avvio sulla base della fama all'esaurimento senza sentenza — analizzando il funzionamento concreto della giustizia pontificia post-tridentina: l'avocazione della causa, il conflitto tra fori, le tecniche dell'interrogatorio, il ricorso alla tortura, il ruolo della voce pubblica come surrogato della prova. Il saggio esamina inoltre la rete di complicità che rese possibile il parto clandestino, la permeabilità della clausura rispetto alla normativa tridentina e le asimmetrie di genere nel trattamento dei due imputati. Il processo viene infine letto come dispositivo di costruzione narrativa, nel quale testimoni, giudici e imputati producono versioni concorrenti dei fatti che il tribunale tenta di comporre senza riuscirvi, lasciando aperta una materia irrisolta poi disponibile alle riscritture cronachistiche e letterarie.

Storie da un tribunale. Alle origini di un mito letterario / Roscioni, Lisa. - (2026).

Storie da un tribunale. Alle origini di un mito letterario

lisa roscioni
2026

Abstract

This essay introduces the complete critical edition of the trial held between September 1573 and May 1574 before the tribunal of the Auditor Camerae against Abbess Elena Orsini and Bishop Francesco Cittadini of Castro on a charge of stuprum aggravated by sacrilege. The author reconstructs the phases of the investigation — from its opening on the basis of public rumour (fama) to its conclusion without a verdict — analysing the concrete workings of post-Tridentine papal justice: the transfer of jurisdiction, the conflict between forums, interrogation techniques, the use of torture, and the role of public voice as a substitute for material evidence. The essay also examines the network of complicity that made the clandestine birth possible, the permeability of enclosure compared with Tridentine norms, and the gender asymmetries in the judicial treatment of the two defendants. The trial is ultimately read as a device for narrative construction, in which witnesses, judges, and defendants produce competing versions of events that the tribunal attempts to reconcile without success, leaving open an unresolved matter later available to chronicle and literary rewriting.
2026
Questa è una bella istoria. Il processo alla badessa di Castro 1573-74
979-12-5693-102-6
979-12-5693-103-3
Il saggio introduce l'edizione integrale degli atti del processo celebrato tra il settembre 1573 e il maggio 1574 dal tribunale dell'Auditor Camerae contro la badessa Elena Orsini e il vescovo di Castro Francesco Cittadini per stuprum aggravato da sacrilegio. L'autrice ricostruisce le fasi dell'inchiesta — dall'avvio sulla base della fama all'esaurimento senza sentenza — analizzando il funzionamento concreto della giustizia pontificia post-tridentina: l'avocazione della causa, il conflitto tra fori, le tecniche dell'interrogatorio, il ricorso alla tortura, il ruolo della voce pubblica come surrogato della prova. Il saggio esamina inoltre la rete di complicità che rese possibile il parto clandestino, la permeabilità della clausura rispetto alla normativa tridentina e le asimmetrie di genere nel trattamento dei due imputati. Il processo viene infine letto come dispositivo di costruzione narrativa, nel quale testimoni, giudici e imputati producono versioni concorrenti dei fatti che il tribunale tenta di comporre senza riuscirvi, lasciando aperta una materia irrisolta poi disponibile alle riscritture cronachistiche e letterarie.
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02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Storie da un tribunale. Alle origini di un mito letterario / Roscioni, Lisa. - (2026).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1768543
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