This volume presents the complete critical edition of the trial proceedings held between September 1573 and May 1574 before the tribunal of the Auditor Camerae against Abbess Elena Orsini and Bishop Francesco Cittadini on a charge of stuprum aggravated by sacrilege. Preserved at the British Library in London, the manuscript survived — paradoxically — thanks to Stendhal's 1839 novel L'Abbesse de Castro. It comprises over one hundred documents, including depositions, interrogations, confrontations, and decrees. The extensive introduction reconstructs the phases of the investigation, from the public rumour (fama) that triggered the inquiry to its conclusion without a verdict, analysing the concrete workings of post-Tridentine papal justice: the transfer of the case to the Roman tribunal, interrogation techniques, the use of torture, and the construction of proof through the convergence of testimony. At the same time, the trial records offer a remarkable cross-section of daily life, communicative practices, social hierarchies, and survival strategies in late sixteenth-century Italy: the cost of wet-nursing, female networks of complicity, the permeability of enclosure, and the circulation of objects, notes, and money between monastery and bishopric. The trial ultimately functions as a narrative device: each deposition constructs its own version of events, and the tribunal attempts to fashion from them a truth that remains unresolved — all the more powerful for its incompleteness, and for that very reason available to the successive rewritings that turned it into a literary myth.

Il volume presenta l'edizione integrale degli atti del processo celebrato tra il settembre 1573 e il maggio 1574 dal tribunale dell'Auditor Camerae contro la badessa Elena Orsini e il vescovo Francesco Cittadini per il reato di stuprum aggravato da sacrilegio. Conservato presso la British Library di Londra, il manoscritto — sopravvissuto paradossalmente grazie al romanzo L'Abbesse de Castro che Stendhal ne trasse nel 1839 — comprende oltre cento atti tra deposizioni, interrogatori, confronti e decreti. L'ampia introduzione ricostruisce le fasi dell'inchiesta, dalla fama che ne determinò l'avvio fino all'esaurimento senza sentenza, analizzando il funzionamento concreto della giustizia pontificia post-tridentina: l'avocazione della causa presso il tribunale romano, le tecniche dell'interrogatorio, il ricorso alla tortura, la costruzione della prova attraverso la convergenza delle voci. Al tempo stesso, gli atti restituiscono uno straordinario spaccato della vita quotidiana, delle pratiche comunicative, delle gerarchie sociali e delle strategie di sopravvivenza nell'Italia del tardo Cinquecento: i costi di un baliàtico, le reti di complicità femminile, la permeabilità della clausura, la circolazione di oggetti, biglietti e denaro tra monastero e vescovado. Il processo si configura infine come dispositivo di produzione narrativa: ogni deposizione costruisce una versione dei fatti, e il tribunale tenta di ricavarne una verità che resterà irrisolta — tanto più potente quanto più incompiuta, e per questo disponibile alle riscritture successive che ne hanno fatto un mito letterario.

Questa è una bella istoria. Il processo alla badessa di Castro 1573-74 / Roscioni, Lisa. - (2026), pp. 1-330.

Questa è una bella istoria. Il processo alla badessa di Castro 1573-74

lisa roscioni
2026

Abstract

This volume presents the complete critical edition of the trial proceedings held between September 1573 and May 1574 before the tribunal of the Auditor Camerae against Abbess Elena Orsini and Bishop Francesco Cittadini on a charge of stuprum aggravated by sacrilege. Preserved at the British Library in London, the manuscript survived — paradoxically — thanks to Stendhal's 1839 novel L'Abbesse de Castro. It comprises over one hundred documents, including depositions, interrogations, confrontations, and decrees. The extensive introduction reconstructs the phases of the investigation, from the public rumour (fama) that triggered the inquiry to its conclusion without a verdict, analysing the concrete workings of post-Tridentine papal justice: the transfer of the case to the Roman tribunal, interrogation techniques, the use of torture, and the construction of proof through the convergence of testimony. At the same time, the trial records offer a remarkable cross-section of daily life, communicative practices, social hierarchies, and survival strategies in late sixteenth-century Italy: the cost of wet-nursing, female networks of complicity, the permeability of enclosure, and the circulation of objects, notes, and money between monastery and bishopric. The trial ultimately functions as a narrative device: each deposition constructs its own version of events, and the tribunal attempts to fashion from them a truth that remains unresolved — all the more powerful for its incompleteness, and for that very reason available to the successive rewritings that turned it into a literary myth.
2026
979-12-5693-102-6
979-12-5693-103-3
Il volume presenta l'edizione integrale degli atti del processo celebrato tra il settembre 1573 e il maggio 1574 dal tribunale dell'Auditor Camerae contro la badessa Elena Orsini e il vescovo Francesco Cittadini per il reato di stuprum aggravato da sacrilegio. Conservato presso la British Library di Londra, il manoscritto — sopravvissuto paradossalmente grazie al romanzo L'Abbesse de Castro che Stendhal ne trasse nel 1839 — comprende oltre cento atti tra deposizioni, interrogatori, confronti e decreti. L'ampia introduzione ricostruisce le fasi dell'inchiesta, dalla fama che ne determinò l'avvio fino all'esaurimento senza sentenza, analizzando il funzionamento concreto della giustizia pontificia post-tridentina: l'avocazione della causa presso il tribunale romano, le tecniche dell'interrogatorio, il ricorso alla tortura, la costruzione della prova attraverso la convergenza delle voci. Al tempo stesso, gli atti restituiscono uno straordinario spaccato della vita quotidiana, delle pratiche comunicative, delle gerarchie sociali e delle strategie di sopravvivenza nell'Italia del tardo Cinquecento: i costi di un baliàtico, le reti di complicità femminile, la permeabilità della clausura, la circolazione di oggetti, biglietti e denaro tra monastero e vescovado. Il processo si configura infine come dispositivo di produzione narrativa: ogni deposizione costruisce una versione dei fatti, e il tribunale tenta di ricavarne una verità che resterà irrisolta — tanto più potente quanto più incompiuta, e per questo disponibile alle riscritture successive che ne hanno fatto un mito letterario.
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03 Monografia::03h Pubblicazione di fonti inedite
Questa è una bella istoria. Il processo alla badessa di Castro 1573-74 / Roscioni, Lisa. - (2026), pp. 1-330.
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