Rome's Città Universitaria is a paradigmatic example of the history of Italian design culture between the early 1930s and the war years. Within the context of the contradictory political and economic events of the period, the unified matrix of this singular case study embodies multiple meanings and levels of interpretation. From its urban layout to its architecture, the arts, and design, the Sapienza complex reflects the comprehensive approach pursued by Marcello Piacentini, who coordinated its construction. In this sense, the historical and documentary reconstruction includes the heritage of exterior and interior furnishings that, with their varied, mobile and fluctuating stratifications, still populate the buildings and spaces of the Città Universitaria. These minimal systems, including the most ordinary objects, in addition to being indicators of large and small production events, are sources of narratives linked to gestures, social behaviors, and the communication of everyday life spread over time. The collection of industrial and artisanal types—from wooden window frames and iron windows to benches, lighting fixtures, and all the finishing touches—were produced exclusively by Italian firms, amidst intricate material procurement procedures, special tender specifications, price lists, submission documents, drawings, and patents. This is the theme of the book, the result of research begun in 2016 at the C.E.R.U.R. Fund of the Sapienza Historical Archives. The study of the original furnishings is developed through a methodological approach based on typological categories and microhistories, with a focus on metal furniture design and a wealth of archival documents.

La Città Universitaria di Roma è un esempio paradigmatico della storia della cultura progettuale italiana tra i primi anni Trenta e gli anni della guerra. Nel contesto delle contradditorie vicende politiche ed economiche del periodo, la matrice unitaria di questo singolare caso studio incorpora molteplici significati e piani di lettura. Dall’impianto urbanistico, all’architettura, alle arti, al design, il complesso di Sapienza rispecchia l’approccio globale perseguito da Marcello Piacentini, che ne coordinò la realizzazione. In tal senso, la ricostruzione storica e documentale ricomprende il patrimonio di arredi esterni e interni che con le loro variegate stratificazioni mobili e fluttuanti ancora popolano edifici e spazi della Città Universitaria. I minimi sistemi, compresi gli oggetti più ordinari, oltre ad essere spie di grandi o piccole vicende produttive, sono fonti di narrazioni legate ai gesti, ai comportamenti sociali e alla comunicazione di una quotidianità dilatata nel tempo. L’insieme di tipi tra industria e artigianato – dagli infissi in legno e ferrofinestra, ai banchi, agli apparecchi illuminanti a tutti gli elementi di finitura – furono realizzati esclusivamente da ditte italiane, tra intricati episodi di approvvigionamento dei materiali, capitolati speciali d’appalto, elenchi prezzi, atti di sottomissione, disegni e brevetti. È questo il tema del libro, risultato di una ricerca avviata nel 2016 presso il Fondo C.E.R.U.R. dell’Archivio Storico di Sapienza. Lo studio degli arredi originali è sviluppato attraverso un approccio metodologico basato su categorie tipologiche e microstorie, con un focus sul design dei mobili in metallo e un ricco apparato di documenti d’archivio.

Il design della città Universitaria di Roma. Categorie e microstorie degli anni Trenta / Dal Falco, Federica. - (2026), pp. 1-206.

Il design della città Universitaria di Roma. Categorie e microstorie degli anni Trenta.

FEDERICA DAL FALCO
Primo
2026

Abstract

Rome's Città Universitaria is a paradigmatic example of the history of Italian design culture between the early 1930s and the war years. Within the context of the contradictory political and economic events of the period, the unified matrix of this singular case study embodies multiple meanings and levels of interpretation. From its urban layout to its architecture, the arts, and design, the Sapienza complex reflects the comprehensive approach pursued by Marcello Piacentini, who coordinated its construction. In this sense, the historical and documentary reconstruction includes the heritage of exterior and interior furnishings that, with their varied, mobile and fluctuating stratifications, still populate the buildings and spaces of the Città Universitaria. These minimal systems, including the most ordinary objects, in addition to being indicators of large and small production events, are sources of narratives linked to gestures, social behaviors, and the communication of everyday life spread over time. The collection of industrial and artisanal types—from wooden window frames and iron windows to benches, lighting fixtures, and all the finishing touches—were produced exclusively by Italian firms, amidst intricate material procurement procedures, special tender specifications, price lists, submission documents, drawings, and patents. This is the theme of the book, the result of research begun in 2016 at the C.E.R.U.R. Fund of the Sapienza Historical Archives. The study of the original furnishings is developed through a methodological approach based on typological categories and microhistories, with a focus on metal furniture design and a wealth of archival documents.
2026
9788835172369
La Città Universitaria di Roma è un esempio paradigmatico della storia della cultura progettuale italiana tra i primi anni Trenta e gli anni della guerra. Nel contesto delle contradditorie vicende politiche ed economiche del periodo, la matrice unitaria di questo singolare caso studio incorpora molteplici significati e piani di lettura. Dall’impianto urbanistico, all’architettura, alle arti, al design, il complesso di Sapienza rispecchia l’approccio globale perseguito da Marcello Piacentini, che ne coordinò la realizzazione. In tal senso, la ricostruzione storica e documentale ricomprende il patrimonio di arredi esterni e interni che con le loro variegate stratificazioni mobili e fluttuanti ancora popolano edifici e spazi della Città Universitaria. I minimi sistemi, compresi gli oggetti più ordinari, oltre ad essere spie di grandi o piccole vicende produttive, sono fonti di narrazioni legate ai gesti, ai comportamenti sociali e alla comunicazione di una quotidianità dilatata nel tempo. L’insieme di tipi tra industria e artigianato – dagli infissi in legno e ferrofinestra, ai banchi, agli apparecchi illuminanti a tutti gli elementi di finitura – furono realizzati esclusivamente da ditte italiane, tra intricati episodi di approvvigionamento dei materiali, capitolati speciali d’appalto, elenchi prezzi, atti di sottomissione, disegni e brevetti. È questo il tema del libro, risultato di una ricerca avviata nel 2016 presso il Fondo C.E.R.U.R. dell’Archivio Storico di Sapienza. Lo studio degli arredi originali è sviluppato attraverso un approccio metodologico basato su categorie tipologiche e microstorie, con un focus sul design dei mobili in metallo e un ricco apparato di documenti d’archivio.
città universitaria razionalismo; design anni trenta; categorie tipologiche; microstorie; autarchia; made in italy, arredi in metallo
03 Monografia::03a Saggio, Trattato Scientifico
Il design della città Universitaria di Roma. Categorie e microstorie degli anni Trenta / Dal Falco, Federica. - (2026), pp. 1-206.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1768135
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