This paper presents an integrated survey and documentation methodology applied to two emblematic rupestrian sites of central Italy: the Grottes of Saint Benedict near San Cosimato in Vicovaro and the Hermitage of Saint Chelidonia in Subiaco. Both sites are characterized by extreme geomorphological complexity, limited accessibility, critical environmental conditions, and a high degree of material and symbolic fragility, resulting from the intimate relationship between natural rock formations, historical transformations, and long-standing spiritual use. The adopted procedure combines terrestrial laser scanning, close-range photogrammetry, and traditional survey techniques within a carefully planned and non-invasive operational framework. Particular attention is given to safety constraints, restricted working spaces, microclimatic factors, and the need to minimize physical contact with rock surfaces that preserve traces of ancient workmanship and devotional practices. Survey strategies are therefore conceived as adaptive processes, balancing metric accuracy with conservation requirements and ethical considerations. The acquired data are processed and integrated into dense point clouds, which form the basis for the development of informed three-dimensional models within an HBIM environment. This transition from raw survey data to an informed model allows the geometric complexity of the rupestrian spaces to be structured and enriched with semantic information, supporting diagnostic analyses, conservation planning, and long-term monitoring. Moreover, the digital models enable advanced forms of visualization and communication, fostering site valorization through ICT tools while reducing direct physical impact on these fragile environments. The comparative application of the methodology to both Saint Benedict’s Grottes and the Hermitage of Saint Chelidonia highlights its replicability and effectiveness in similar rupestrian contexts. The study confirms that surveying such sites is not merely a technical operation, but a profound knowledge-driven process, where documentation, interpretation, and preservation converge to safeguard the cultural, historical, and spiritual heritage embedded within rock-cut landscapes.

Questo contributo presenta una metodologia integrata di rilievo e documentazione applicata a due siti rupestri emblematici dell’Italia centrale: le Grotte di San Benedetto presso San Cosimato a Vicovaro e l’Eremo di Santa Chelidonia a Subiaco. Entrambi i siti sono caratterizzati da un’elevata complessità geomorfologica, accessibilità limitata, condizioni ambientali critiche e un alto grado di fragilità materiale e simbolica, derivante dall’intima relazione tra conformazioni naturali della roccia, trasformazioni storiche e uso spirituale consolidato nel tempo. La procedura adottata combina laser scanning terrestre, fotogrammetria a corto raggio e tecniche di rilievo tradizionali all’interno di un quadro operativo attentamente pianificato e non invasivo. Particolare attenzione è rivolta ai vincoli di sicurezza, agli spazi di lavoro ristretti, ai fattori microclimatici e alla necessità di ridurre al minimo il contatto fisico con le superfici rocciose, che conservano tracce di lavorazioni antiche e pratiche devozionali. Le strategie di rilievo sono pertanto concepite come processi adattivi, in grado di bilanciare accuratezza metrica, esigenze di conservazione e considerazioni etiche. I dati acquisiti vengono elaborati e integrati in nuvole di punti dense, che costituiscono la base per lo sviluppo di modelli tridimensionali informati all’interno di un ambiente HBIM. Questo passaggio dai dati grezzi di rilievo al modello informativo consente di strutturare la complessità geometrica degli spazi rupestri e di arricchirla con informazioni semantiche, supportando analisi diagnostiche, pianificazione degli interventi conservativi e monitoraggio nel lungo periodo. Inoltre, i modelli digitali permettono forme avanzate di visualizzazione e comunicazione, favorendo la valorizzazione dei siti attraverso strumenti ICT e riducendo al contempo l’impatto fisico diretto su questi ambienti fragili. L’applicazione comparativa della metodologia alle Grotte di San Benedetto e all’Eremo di Santa Chelidonia ne evidenzia la replicabilità e l’efficacia in contesti rupestri analoghi. Lo studio conferma che il rilievo di tali siti non rappresenta soltanto un’operazione tecnica, ma un processo conoscitivo profondo, nel quale documentazione, interpretazione e conservazione convergono per salvaguardare il patrimonio culturale, storico e spirituale inscritto nei paesaggi scavati nella roccia.

Il progetto di rilievo e digitalizzazione delle grotte d’eremitaggio / Empler, Tommaso. - (2025), pp. 73-90.

Il progetto di rilievo e digitalizzazione delle grotte d’eremitaggio

Tommaso Empler
2025

Abstract

This paper presents an integrated survey and documentation methodology applied to two emblematic rupestrian sites of central Italy: the Grottes of Saint Benedict near San Cosimato in Vicovaro and the Hermitage of Saint Chelidonia in Subiaco. Both sites are characterized by extreme geomorphological complexity, limited accessibility, critical environmental conditions, and a high degree of material and symbolic fragility, resulting from the intimate relationship between natural rock formations, historical transformations, and long-standing spiritual use. The adopted procedure combines terrestrial laser scanning, close-range photogrammetry, and traditional survey techniques within a carefully planned and non-invasive operational framework. Particular attention is given to safety constraints, restricted working spaces, microclimatic factors, and the need to minimize physical contact with rock surfaces that preserve traces of ancient workmanship and devotional practices. Survey strategies are therefore conceived as adaptive processes, balancing metric accuracy with conservation requirements and ethical considerations. The acquired data are processed and integrated into dense point clouds, which form the basis for the development of informed three-dimensional models within an HBIM environment. This transition from raw survey data to an informed model allows the geometric complexity of the rupestrian spaces to be structured and enriched with semantic information, supporting diagnostic analyses, conservation planning, and long-term monitoring. Moreover, the digital models enable advanced forms of visualization and communication, fostering site valorization through ICT tools while reducing direct physical impact on these fragile environments. The comparative application of the methodology to both Saint Benedict’s Grottes and the Hermitage of Saint Chelidonia highlights its replicability and effectiveness in similar rupestrian contexts. The study confirms that surveying such sites is not merely a technical operation, but a profound knowledge-driven process, where documentation, interpretation, and preservation converge to safeguard the cultural, historical, and spiritual heritage embedded within rock-cut landscapes.
2025
Groted’eremitagio invald’Aniene. Conoscenza,conservazione,valorizazion
978-88-5491-706-4
Questo contributo presenta una metodologia integrata di rilievo e documentazione applicata a due siti rupestri emblematici dell’Italia centrale: le Grotte di San Benedetto presso San Cosimato a Vicovaro e l’Eremo di Santa Chelidonia a Subiaco. Entrambi i siti sono caratterizzati da un’elevata complessità geomorfologica, accessibilità limitata, condizioni ambientali critiche e un alto grado di fragilità materiale e simbolica, derivante dall’intima relazione tra conformazioni naturali della roccia, trasformazioni storiche e uso spirituale consolidato nel tempo. La procedura adottata combina laser scanning terrestre, fotogrammetria a corto raggio e tecniche di rilievo tradizionali all’interno di un quadro operativo attentamente pianificato e non invasivo. Particolare attenzione è rivolta ai vincoli di sicurezza, agli spazi di lavoro ristretti, ai fattori microclimatici e alla necessità di ridurre al minimo il contatto fisico con le superfici rocciose, che conservano tracce di lavorazioni antiche e pratiche devozionali. Le strategie di rilievo sono pertanto concepite come processi adattivi, in grado di bilanciare accuratezza metrica, esigenze di conservazione e considerazioni etiche. I dati acquisiti vengono elaborati e integrati in nuvole di punti dense, che costituiscono la base per lo sviluppo di modelli tridimensionali informati all’interno di un ambiente HBIM. Questo passaggio dai dati grezzi di rilievo al modello informativo consente di strutturare la complessità geometrica degli spazi rupestri e di arricchirla con informazioni semantiche, supportando analisi diagnostiche, pianificazione degli interventi conservativi e monitoraggio nel lungo periodo. Inoltre, i modelli digitali permettono forme avanzate di visualizzazione e comunicazione, favorendo la valorizzazione dei siti attraverso strumenti ICT e riducendo al contempo l’impatto fisico diretto su questi ambienti fragili. L’applicazione comparativa della metodologia alle Grotte di San Benedetto e all’Eremo di Santa Chelidonia ne evidenzia la replicabilità e l’efficacia in contesti rupestri analoghi. Lo studio conferma che il rilievo di tali siti non rappresenta soltanto un’operazione tecnica, ma un processo conoscitivo profondo, nel quale documentazione, interpretazione e conservazione convergono per salvaguardare il patrimonio culturale, storico e spirituale inscritto nei paesaggi scavati nella roccia.
HBIM; Modellazione 3D; Digitalizzazione
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Il progetto di rilievo e digitalizzazione delle grotte d’eremitaggio / Empler, Tommaso. - (2025), pp. 73-90.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1768082
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