Il regime fascista fece della rappresentazione del paesaggio un potente dispositivo di legittimazione, costruendo attraverso poster, fotografie e cartografie l’immagine di un territorio ordinato, produttivo e pienamente aderente alla propria ideologia. A quasi un secolo di distanza, però, molti di quei luoghi raccontano un’altra storia: abbandono, disuso, immobilità. La frattura tra la narrazione imposta e la realtà osservabile apre la possibilità di una lettura genealogica, capace di ricostruire la biografia dei territori soggetti a trasformazione per volere di Mussolini. In questo quadro, il seguente saggio si inserisce nella riflessione sul paesaggio come archivio, proponendo una lettura critica delle forme di rappresentazione prodotte dal regime. Per meglio approfondire la concretizzazione dell’impianto teorico illustrato, questo contributo analizza il caso della colonizzazione interna del latifondo siciliano, mettendo a confronto il progetto di trasformazione di un comprensorio con la sua configurazione contemporanea. Il confronto mette in luce continuità e metamorfosi tra progetto e realtà, rivelando come il paesaggio custodisca ancora tracce delle intenzioni progettuali e delle politiche insediative dell’epoca. Ne emerge una duplice prospettiva: una chiave interpretativa del paesaggio fascista e un esempio concreto del valore del paesaggio come strumento per comprendere la storia e orientare le trasformazioni future.
Big Brother is designing you. Rappresentazione e progetto del paesaggio nelle opere fasciste di colonizzazione / Geraci, Giuseppe. - (2026), pp. 52-63.
Big Brother is designing you. Rappresentazione e progetto del paesaggio nelle opere fasciste di colonizzazione
Geraci, Giuseppe
2026
Abstract
Il regime fascista fece della rappresentazione del paesaggio un potente dispositivo di legittimazione, costruendo attraverso poster, fotografie e cartografie l’immagine di un territorio ordinato, produttivo e pienamente aderente alla propria ideologia. A quasi un secolo di distanza, però, molti di quei luoghi raccontano un’altra storia: abbandono, disuso, immobilità. La frattura tra la narrazione imposta e la realtà osservabile apre la possibilità di una lettura genealogica, capace di ricostruire la biografia dei territori soggetti a trasformazione per volere di Mussolini. In questo quadro, il seguente saggio si inserisce nella riflessione sul paesaggio come archivio, proponendo una lettura critica delle forme di rappresentazione prodotte dal regime. Per meglio approfondire la concretizzazione dell’impianto teorico illustrato, questo contributo analizza il caso della colonizzazione interna del latifondo siciliano, mettendo a confronto il progetto di trasformazione di un comprensorio con la sua configurazione contemporanea. Il confronto mette in luce continuità e metamorfosi tra progetto e realtà, rivelando come il paesaggio custodisca ancora tracce delle intenzioni progettuali e delle politiche insediative dell’epoca. Ne emerge una duplice prospettiva: una chiave interpretativa del paesaggio fascista e un esempio concreto del valore del paesaggio come strumento per comprendere la storia e orientare le trasformazioni future.| File | Dimensione | Formato | |
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