L’articolo analizza il contributo di Maria Barosso alla documentazione degli interventi di restauro e di scavo realizzati nel 1931 presso la chiesa di San Donato a Zara, nell’allora Dalmazia italiana. Il testo ricostruisce la missione affidata a Barosso dalla Soprintendenza delle Marche, su richiesta del soprintendente Pirro Marconi e con il coinvolgimento di Roberto Paribeni, finalizzata alla documentazione grafica degli scavi e delle operazioni di “liberazione” della chiesa di San Donato. Particolare attenzione è dedicata ai disegni pubblicati da Barosso sul Giornale d’Italia nel novembre del 1931, accompagnati da un articolo scritto dalla stessa artista-archeologa. Il contributo descrive dettagliatamente i due disegni principali realizzati da Barosso: il primo raffigura l’interno della chiesa di San Donato, mettendo in evidenza il sistema costruttivo e i materiali di reimpiego utilizzati nelle fondazioni; il secondo rappresenta il muro esterno dell’edificio impostato direttamente sui resti del Foro romano di Zara. L’articolo sottolinea come tali elaborati mostrino la capacità dell’autrice di combinare osservazione archeologica, sensibilità artistica e attenzione per gli aspetti strutturali dell’architettura antica e medievale. Una parte significativa del saggio riguarda il contesto politico e culturale degli interventi promossi dal regime fascista in Dalmazia. L’articolo evidenzia come il restauro di San Donato e la valorizzazione del Foro romano fossero inseriti nella politica di esaltazione della romanità perseguita dal regime, attraverso operazioni di recupero monumentale e di reinterpretazione simbolica dell’antico. In questo quadro, la documentazione realizzata da Maria Barosso assume anche una funzione celebrativa e propagandistica. L’articolo si sofferma inoltre sul nuovo allestimento museale predisposto all’interno della chiesa dopo il restauro, con la riorganizzazione delle collezioni archeologiche e l’eliminazione di parte dei materiali medievali e moderni per privilegiare la componente romana. Tale scelta viene interpretata come espressione della visione romanocentrica dominante nella politica culturale del periodo.

Zara, S. Donato / Grazian, Andrea. - (2025).

Zara, S. Donato

Andrea Grazian
2025

Abstract

L’articolo analizza il contributo di Maria Barosso alla documentazione degli interventi di restauro e di scavo realizzati nel 1931 presso la chiesa di San Donato a Zara, nell’allora Dalmazia italiana. Il testo ricostruisce la missione affidata a Barosso dalla Soprintendenza delle Marche, su richiesta del soprintendente Pirro Marconi e con il coinvolgimento di Roberto Paribeni, finalizzata alla documentazione grafica degli scavi e delle operazioni di “liberazione” della chiesa di San Donato. Particolare attenzione è dedicata ai disegni pubblicati da Barosso sul Giornale d’Italia nel novembre del 1931, accompagnati da un articolo scritto dalla stessa artista-archeologa. Il contributo descrive dettagliatamente i due disegni principali realizzati da Barosso: il primo raffigura l’interno della chiesa di San Donato, mettendo in evidenza il sistema costruttivo e i materiali di reimpiego utilizzati nelle fondazioni; il secondo rappresenta il muro esterno dell’edificio impostato direttamente sui resti del Foro romano di Zara. L’articolo sottolinea come tali elaborati mostrino la capacità dell’autrice di combinare osservazione archeologica, sensibilità artistica e attenzione per gli aspetti strutturali dell’architettura antica e medievale. Una parte significativa del saggio riguarda il contesto politico e culturale degli interventi promossi dal regime fascista in Dalmazia. L’articolo evidenzia come il restauro di San Donato e la valorizzazione del Foro romano fossero inseriti nella politica di esaltazione della romanità perseguita dal regime, attraverso operazioni di recupero monumentale e di reinterpretazione simbolica dell’antico. In questo quadro, la documentazione realizzata da Maria Barosso assume anche una funzione celebrativa e propagandistica. L’articolo si sofferma inoltre sul nuovo allestimento museale predisposto all’interno della chiesa dopo il restauro, con la riorganizzazione delle collezioni archeologiche e l’eliminazione di parte dei materiali medievali e moderni per privilegiare la componente romana. Tale scelta viene interpretata come espressione della visione romanocentrica dominante nella politica culturale del periodo.
2025
Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in Trasformazione
978-88-6557-674-8
Zara; fascismo; Maria Barosso; disegni dall'antico; Dalmazia
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Zara, S. Donato / Grazian, Andrea. - (2025).
File allegati a questo prodotto
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1767672
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact