Il testo analizza l’attività di Maria Barosso nell’area della summa Sacra Via, mettendo in evidenza il suo contributo alla documentazione grafica e allo studio archeologico dei contesti scavati tra il Foro Romano e il Tempio di Venere e Roma. L’articolo si apre con l’esame dei disegni realizzati da Barosso relativi agli scavi condotti da Giacomo Boni tra il 1900 e il 1906 nell’area compresa tra la Via Sacra, l’Arco di Tito, la Via Nova e il clivo Palatino. Le strutture rinvenute, interpretate come una “Casa Repubblicana”, erano accompagnate da numerosi reperti ceramici e vitrei che Barosso riprodusse con estrema accuratezza, probabilmente in vista di una futura pubblicazione scientifica. Il contributo evidenzia l’importanza della documentazione grafica prodotta dall’archeologa, che comprendeva disegni di vasi in terra sigillata, coppe vitree e altri materiali provenienti dagli scavi. Tali elaborati sono presentati come strumenti fondamentali per la conoscenza di contesti archeologici oggi solo parzialmente conservati o documentati. Una parte centrale del saggio riguarda gli scavi condotti da Maria Barosso nell’area del Tempio di Venere e Roma, dove l’archeologa individuò e studiò una domus caratterizzata da una raffinata pavimentazione in pasta vitrea. L’articolo descrive le indagini stratigrafiche, i rilievi planimetrici e le osservazioni relative alla struttura dell’edificio, composto da un ambiente ottagonale e da diversi criptoportici. Viene sottolineata la capacità di Barosso di integrare analisi archeologica e restituzione grafica nella ricostruzione degli ambienti antichi. L’articolo si sofferma inoltre sui lavori di sistemazione del Tempio di Venere e Roma promossi dal Governatorato negli anni Trenta, durante i quali Barosso documentò attraverso acquerelli e disegni le operazioni di scavo e rialzamento del colonnato. Le immagini vengono interpretate come testimonianze della padronanza tecnica dell’artista e della sua capacità di adattare differenti modalità di rappresentazione alle esigenze della ricerca archeologica e della documentazione monumentale. Particolare attenzione è dedicata alla planimetria e alle ricostruzioni assonometriche elaborate da Barosso, considerate fondamentali per comprendere strutture oggi non più visibili. Il saggio mette in evidenza come tali elaborati restituiscano non solo la configurazione architettonica della domus, ma anche la complessa stratificazione edilizia della Velia e le trasformazioni urbanistiche dell’area nel corso del tempo
La summa Sacra via / Grazian, Andrea. - (2025).
La summa Sacra via
Andrea Grazian
2025
Abstract
Il testo analizza l’attività di Maria Barosso nell’area della summa Sacra Via, mettendo in evidenza il suo contributo alla documentazione grafica e allo studio archeologico dei contesti scavati tra il Foro Romano e il Tempio di Venere e Roma. L’articolo si apre con l’esame dei disegni realizzati da Barosso relativi agli scavi condotti da Giacomo Boni tra il 1900 e il 1906 nell’area compresa tra la Via Sacra, l’Arco di Tito, la Via Nova e il clivo Palatino. Le strutture rinvenute, interpretate come una “Casa Repubblicana”, erano accompagnate da numerosi reperti ceramici e vitrei che Barosso riprodusse con estrema accuratezza, probabilmente in vista di una futura pubblicazione scientifica. Il contributo evidenzia l’importanza della documentazione grafica prodotta dall’archeologa, che comprendeva disegni di vasi in terra sigillata, coppe vitree e altri materiali provenienti dagli scavi. Tali elaborati sono presentati come strumenti fondamentali per la conoscenza di contesti archeologici oggi solo parzialmente conservati o documentati. Una parte centrale del saggio riguarda gli scavi condotti da Maria Barosso nell’area del Tempio di Venere e Roma, dove l’archeologa individuò e studiò una domus caratterizzata da una raffinata pavimentazione in pasta vitrea. L’articolo descrive le indagini stratigrafiche, i rilievi planimetrici e le osservazioni relative alla struttura dell’edificio, composto da un ambiente ottagonale e da diversi criptoportici. Viene sottolineata la capacità di Barosso di integrare analisi archeologica e restituzione grafica nella ricostruzione degli ambienti antichi. L’articolo si sofferma inoltre sui lavori di sistemazione del Tempio di Venere e Roma promossi dal Governatorato negli anni Trenta, durante i quali Barosso documentò attraverso acquerelli e disegni le operazioni di scavo e rialzamento del colonnato. Le immagini vengono interpretate come testimonianze della padronanza tecnica dell’artista e della sua capacità di adattare differenti modalità di rappresentazione alle esigenze della ricerca archeologica e della documentazione monumentale. Particolare attenzione è dedicata alla planimetria e alle ricostruzioni assonometriche elaborate da Barosso, considerate fondamentali per comprendere strutture oggi non più visibili. Il saggio mette in evidenza come tali elaborati restituiscano non solo la configurazione architettonica della domus, ma anche la complessa stratificazione edilizia della Velia e le trasformazioni urbanistiche dell’area nel corso del tempoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


