L’Educazione alle Sessualità (EaS) è definita come un processo di lifelong learning fondamentale dalla prima infanzia e per il raggiungimento della salute sessuale. In particolare, accompagnando lo sviluppo delle persone e la scoperta della propria sessualità, l’EaS mira a tre obiettivi: aumentare le conoscenze attraverso informazioni scientificamente accurate e adeguate all’età; sviluppare le competenze nell’applicazione delle conoscenze nelle esperienze reali, con responsabilità, rispetto e consenso; e, infine, sviluppare atteggiamenti positivi relativi alla propria e altrui sessualità (OMS & BZgA, 2010). Il processo educativo dell’EaS estende i tre obiettivi a tutte le fasce di età, dalla prima infanzia all’età adulta, includendo temi che vanno al di là della prevenzione medica e delle conseguenze negative o dei comportamenti a rischio; di fatto, risultano fondamentali i temi affettivi e relazionali, personali e sociali su cui le indicazioni internazionali ritengono necessarie un’educazione — e una formazione — adeguata (UNESCO, 2018). Tuttavia, in Italia l’EaS è ancora ritenuta fonte di conseguenze negative (Nimbi, 2024), come l’idea che possa incitare alla promiscuità, aumentare i comportamenti a rischio o non coerenti con i valori personali, socioculturali e religiosi, e ancora stimolare le persone a una vita sessuale precoce o a una confusione identitaria. Tra queste preoccupazioni, o meglio falsi miti, si fortifica l’idea che la scuola non sia competente o adatta a occuparsi dell’EaS e che, invece, questo sia un argomento esclusivamente familiare. Di fatto, attualmente l’EaS è presente nelle istituzioni scolastiche per lo più sulla base della personale volontà di insegnanti e genitori attentɜ e sensibili al tema, relegando la discussione sui temi della sessualità a esperienze e contesti privilegiati — in termini di opportunità di apertura al tema — e a contesti informali e/o extracurricolari, attraverso progetti specifici o confronti tra pari e ricerche sul Web. Con l’obiettivo di esplorare e comprendere il contesto e le prospettive di adolescenti, genitori e insegnanti, la ricerca di dottorato ha incluso diversi studi. Il primo studio ha tentato di ripercorrere l’evoluzione delle visioni e concettualizzazioni della sessualità, delle definizioni e dei documenti internazionali sul tema della salute sessuale e dei diritti sessuali, consentendo di definire e di inscrivere la ricerca di dottorato in un framework condiviso relativo all’EaS. Il secondo studio ripercorre i tentativi di realizzare normative sul tema dell’EaS dal 1975 ad oggi attraverso un’analisi storico—descrittiva del dibattito politico italiano. In ricerche successive è stata dedicata particolare attenzione alla fascia di età adolescenziale. La scelta è risultata coerente con gli studi che definiscono l’adolescenza un’età cruciale per lo sviluppo sessuale e l’EaS stessa (Clarke, 2008; European Parliament, 2013), rappresentando un periodo critico per lo sviluppo emotivo, relazionale, sessuale, fisico, esperienziale e comportamentale, e considerando come una mancanza di conoscenza sui temi dell’EaS possa condurre a conseguenze negative (Leung et al., 2019; Ovejas et al., 2024). Il contesto nazionale stesso sembra considerare prevalentemente l’adolescenza, più di altre fasce d’età; di fatto, all’avvio della ricerca di dottorato, era stata proposta l’iniziativa politica di introdurre 30 ore extracurricolari per affrontare temi sessuali e affettivi nelle scuole secondarie di II grado. Il terzo studio approfondisce le esperienze individuali di adolescenti e genitori, nonché le loro opinioni sull’EaS. Inoltre, esplora le esperienze di comunicazione in famiglia. La scelta di includere il contesto familiare è motivata dalla consapevolezza che, in Italia, una parte della popolazione ritiene che la scuola non possa occuparsi dell’EaS e interpreta in questo senso l’art. 30 della Costituzione italiana, che enuncia il ruolo educativo della famiglia. A seguire, la ricerca pone l’attenzione sul contesto scolastico, includendo il punto di vista di insegnanti di scuola secondaria di II grado. Attraverso una revisione sistematica della letteratura, il quarto studio ha inteso comprendere atteggiamenti e opinioni di insegnanti, mentre il quinto studio ha avuto l’obiettivo di inserirsi nel contesto italiano con un’indagine esplorativa su esperienze, atteggiamenti, opinioni e autopercezioni di agio e esigenze formative di insegnanti di scuole secondarie di II grado. Nella presente ricerca di dottorato, seguendo le indicazioni internazionali e nazionali, con Educazione alle Sessualità e l’acronimo EaS si fa riferimento a un’educazione che rientra nei diritti sessuali (WAS, 2014), segue un approccio che mira a aumentare conoscenze, competenze, consapevolezze, atteggiamenti positivi e capacità di riflessione critica e rispettosa (Goldfarb & Lieberman, 2021; Hawkins, 2024) e include un ampio ventaglio di tematiche categorizzate in quattro macroaree: 1) Sessualità: identità sessuale; intimità; comportamenti sessuali; stili di vita e cambiamenti nello sviluppo; piacere sessuale; sviluppo del corpo umano; fertilità e riproduzione. 2) Affettività: emozioni e sentimenti; relazioni (romantiche, sessuali, amicali, familiari); famiglie e genitorialità; consenso e rispetto; violenza di genere. 3) Salute sessuale: libertà di scelta e responsabilità; igiene; interruzione volontaria di gravidanza; contraccezione; infezioni e malattie sessualmente trasmissibili. 4) Influenza sociale: diritti e valori; storia, evoluzione e progresso sociali e scientifici; stereotipi; influenze dei media, internet, famiglia, religione, cultura, valori e credenze.
Educazione alle Sessualità. Sottotitolo: Lo sguardo di adolescenti, genitori e insegnanti / Bruno, Valeria. - (2026).
Educazione alle Sessualità. Sottotitolo: Lo sguardo di adolescenti, genitori e insegnanti
Valeria Bruno
2026
Abstract
L’Educazione alle Sessualità (EaS) è definita come un processo di lifelong learning fondamentale dalla prima infanzia e per il raggiungimento della salute sessuale. In particolare, accompagnando lo sviluppo delle persone e la scoperta della propria sessualità, l’EaS mira a tre obiettivi: aumentare le conoscenze attraverso informazioni scientificamente accurate e adeguate all’età; sviluppare le competenze nell’applicazione delle conoscenze nelle esperienze reali, con responsabilità, rispetto e consenso; e, infine, sviluppare atteggiamenti positivi relativi alla propria e altrui sessualità (OMS & BZgA, 2010). Il processo educativo dell’EaS estende i tre obiettivi a tutte le fasce di età, dalla prima infanzia all’età adulta, includendo temi che vanno al di là della prevenzione medica e delle conseguenze negative o dei comportamenti a rischio; di fatto, risultano fondamentali i temi affettivi e relazionali, personali e sociali su cui le indicazioni internazionali ritengono necessarie un’educazione — e una formazione — adeguata (UNESCO, 2018). Tuttavia, in Italia l’EaS è ancora ritenuta fonte di conseguenze negative (Nimbi, 2024), come l’idea che possa incitare alla promiscuità, aumentare i comportamenti a rischio o non coerenti con i valori personali, socioculturali e religiosi, e ancora stimolare le persone a una vita sessuale precoce o a una confusione identitaria. Tra queste preoccupazioni, o meglio falsi miti, si fortifica l’idea che la scuola non sia competente o adatta a occuparsi dell’EaS e che, invece, questo sia un argomento esclusivamente familiare. Di fatto, attualmente l’EaS è presente nelle istituzioni scolastiche per lo più sulla base della personale volontà di insegnanti e genitori attentɜ e sensibili al tema, relegando la discussione sui temi della sessualità a esperienze e contesti privilegiati — in termini di opportunità di apertura al tema — e a contesti informali e/o extracurricolari, attraverso progetti specifici o confronti tra pari e ricerche sul Web. Con l’obiettivo di esplorare e comprendere il contesto e le prospettive di adolescenti, genitori e insegnanti, la ricerca di dottorato ha incluso diversi studi. Il primo studio ha tentato di ripercorrere l’evoluzione delle visioni e concettualizzazioni della sessualità, delle definizioni e dei documenti internazionali sul tema della salute sessuale e dei diritti sessuali, consentendo di definire e di inscrivere la ricerca di dottorato in un framework condiviso relativo all’EaS. Il secondo studio ripercorre i tentativi di realizzare normative sul tema dell’EaS dal 1975 ad oggi attraverso un’analisi storico—descrittiva del dibattito politico italiano. In ricerche successive è stata dedicata particolare attenzione alla fascia di età adolescenziale. La scelta è risultata coerente con gli studi che definiscono l’adolescenza un’età cruciale per lo sviluppo sessuale e l’EaS stessa (Clarke, 2008; European Parliament, 2013), rappresentando un periodo critico per lo sviluppo emotivo, relazionale, sessuale, fisico, esperienziale e comportamentale, e considerando come una mancanza di conoscenza sui temi dell’EaS possa condurre a conseguenze negative (Leung et al., 2019; Ovejas et al., 2024). Il contesto nazionale stesso sembra considerare prevalentemente l’adolescenza, più di altre fasce d’età; di fatto, all’avvio della ricerca di dottorato, era stata proposta l’iniziativa politica di introdurre 30 ore extracurricolari per affrontare temi sessuali e affettivi nelle scuole secondarie di II grado. Il terzo studio approfondisce le esperienze individuali di adolescenti e genitori, nonché le loro opinioni sull’EaS. Inoltre, esplora le esperienze di comunicazione in famiglia. La scelta di includere il contesto familiare è motivata dalla consapevolezza che, in Italia, una parte della popolazione ritiene che la scuola non possa occuparsi dell’EaS e interpreta in questo senso l’art. 30 della Costituzione italiana, che enuncia il ruolo educativo della famiglia. A seguire, la ricerca pone l’attenzione sul contesto scolastico, includendo il punto di vista di insegnanti di scuola secondaria di II grado. Attraverso una revisione sistematica della letteratura, il quarto studio ha inteso comprendere atteggiamenti e opinioni di insegnanti, mentre il quinto studio ha avuto l’obiettivo di inserirsi nel contesto italiano con un’indagine esplorativa su esperienze, atteggiamenti, opinioni e autopercezioni di agio e esigenze formative di insegnanti di scuole secondarie di II grado. Nella presente ricerca di dottorato, seguendo le indicazioni internazionali e nazionali, con Educazione alle Sessualità e l’acronimo EaS si fa riferimento a un’educazione che rientra nei diritti sessuali (WAS, 2014), segue un approccio che mira a aumentare conoscenze, competenze, consapevolezze, atteggiamenti positivi e capacità di riflessione critica e rispettosa (Goldfarb & Lieberman, 2021; Hawkins, 2024) e include un ampio ventaglio di tematiche categorizzate in quattro macroaree: 1) Sessualità: identità sessuale; intimità; comportamenti sessuali; stili di vita e cambiamenti nello sviluppo; piacere sessuale; sviluppo del corpo umano; fertilità e riproduzione. 2) Affettività: emozioni e sentimenti; relazioni (romantiche, sessuali, amicali, familiari); famiglie e genitorialità; consenso e rispetto; violenza di genere. 3) Salute sessuale: libertà di scelta e responsabilità; igiene; interruzione volontaria di gravidanza; contraccezione; infezioni e malattie sessualmente trasmissibili. 4) Influenza sociale: diritti e valori; storia, evoluzione e progresso sociali e scientifici; stereotipi; influenze dei media, internet, famiglia, religione, cultura, valori e credenze.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


