Il contributo ripercorre il lavoro di individuazione delle fonti bibliografiche che compongono il patrimonio documentale sui missionari protestanti attivi in Africa australe, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, fruibile nel database relazionale. Lo spoglio dei periodici pubblicati dalle società geografiche europee e dalle società missionarie ha permesso di estrapolare materiale utile al popolamento delle schede dei singoli missionari. In effetti, l’implementazione degli scritti – monografie, contributi e note missive – strettamente legate alla quotidianità della vita di stazione, così come fototipi e inventari degli oggetti raccolti da missionari e dalle missionarie, ha contribuito ad allargare il ventaglio di informazioni disponibili per molte delle personalità censite, consentendo ai futuri utenti la possibilità di indagare in chiave interdisciplinare l’operato di missionarie e missionari, dalle attività di evangelizzazione alla ricerca scientifica, passando per i rapporti intrattenuti con gli attori istituzionali europei. Attraverso il caso del missionariato protestante in Africa australe, il lavoro riflette sulle potenzialità critiche dell’archivio digitale quale ambito di restituzione plurale e riappropriazione epistemologica. L’obiettivo è dare nuovo valore al patrimonio materiale e immateriale attraverso la creazione di uno spazio dialogico in cui possa prendere forma un dispositivo di negoziazione simbolica del passato che contribuisca a costruire relazioni più consapevoli e paritarie.
Dalle fonti all'archivio digitale: il missionariato protestante in Africa australe / Ciaglia, Filiberto; Longo, Martino. - (2026), pp. 67-79.
Dalle fonti all'archivio digitale: il missionariato protestante in Africa australe
Filiberto Ciaglia;
2026
Abstract
Il contributo ripercorre il lavoro di individuazione delle fonti bibliografiche che compongono il patrimonio documentale sui missionari protestanti attivi in Africa australe, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, fruibile nel database relazionale. Lo spoglio dei periodici pubblicati dalle società geografiche europee e dalle società missionarie ha permesso di estrapolare materiale utile al popolamento delle schede dei singoli missionari. In effetti, l’implementazione degli scritti – monografie, contributi e note missive – strettamente legate alla quotidianità della vita di stazione, così come fototipi e inventari degli oggetti raccolti da missionari e dalle missionarie, ha contribuito ad allargare il ventaglio di informazioni disponibili per molte delle personalità censite, consentendo ai futuri utenti la possibilità di indagare in chiave interdisciplinare l’operato di missionarie e missionari, dalle attività di evangelizzazione alla ricerca scientifica, passando per i rapporti intrattenuti con gli attori istituzionali europei. Attraverso il caso del missionariato protestante in Africa australe, il lavoro riflette sulle potenzialità critiche dell’archivio digitale quale ambito di restituzione plurale e riappropriazione epistemologica. L’obiettivo è dare nuovo valore al patrimonio materiale e immateriale attraverso la creazione di uno spazio dialogico in cui possa prendere forma un dispositivo di negoziazione simbolica del passato che contribuisca a costruire relazioni più consapevoli e paritarie.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


