Il saggio ricostruisce la figura di Guido Cuticchio, artista e puparo siciliano, mettendone in luce il ruolo cruciale nella rinascita dell’Opera dei Pupi nel secondo Novecento. Fratello di Mimmo Cuticchio e cofondatore della compagnia Figli d’Arte Cuticchio, Guido contribuì alla continuità della tradizione in un periodo di forte crisi culturale. Il testo evidenzia la sua natura di artigiano più che di interprete: eccelleva nella costruzione delle strutture dei pupi e nella scultura delle teste, sviluppando uno stile personale che univa modelli tradizionali e invenzione creativa. Particolarmente attratto da figure fantastiche e mostruose, egli esplorava una dimensione immaginativa legata alle “ombre” e agli aspetti più enigmatici dell’esistenza. Attraverso testimonianze dirette, emerge un ritratto umano complesso, segnato da curiosità, sensibilità e una sottile malinconia. Guido appare come una figura liminale, sospesa tra fedeltà alla tradizione e tensione verso l’innovazione. Il suo lavoro si configura come un dialogo continuo tra materia, forma e immaginazione. Il volume sottolinea inoltre il valore dell’archivio e delle attività della compagnia, fondamentali per la trasmissione del patrimonio culturale. In definitiva, Guido Cuticchio rappresenta un esempio emblematico di artista capace di rinnovare la tradizione attraverso una ricerca personale e poetica.
Guido Cuticchio il puparo che dialogava con le ombre / Di Palma, Guido. - (2026), pp. 21-27.
Guido Cuticchio il puparo che dialogava con le ombre
Guido di palma
2026
Abstract
Il saggio ricostruisce la figura di Guido Cuticchio, artista e puparo siciliano, mettendone in luce il ruolo cruciale nella rinascita dell’Opera dei Pupi nel secondo Novecento. Fratello di Mimmo Cuticchio e cofondatore della compagnia Figli d’Arte Cuticchio, Guido contribuì alla continuità della tradizione in un periodo di forte crisi culturale. Il testo evidenzia la sua natura di artigiano più che di interprete: eccelleva nella costruzione delle strutture dei pupi e nella scultura delle teste, sviluppando uno stile personale che univa modelli tradizionali e invenzione creativa. Particolarmente attratto da figure fantastiche e mostruose, egli esplorava una dimensione immaginativa legata alle “ombre” e agli aspetti più enigmatici dell’esistenza. Attraverso testimonianze dirette, emerge un ritratto umano complesso, segnato da curiosità, sensibilità e una sottile malinconia. Guido appare come una figura liminale, sospesa tra fedeltà alla tradizione e tensione verso l’innovazione. Il suo lavoro si configura come un dialogo continuo tra materia, forma e immaginazione. Il volume sottolinea inoltre il valore dell’archivio e delle attività della compagnia, fondamentali per la trasmissione del patrimonio culturale. In definitiva, Guido Cuticchio rappresenta un esempio emblematico di artista capace di rinnovare la tradizione attraverso una ricerca personale e poetica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


